Quel bimbo morto all'ex Hotel Alpi di Bolzano

È stato il primo. Ma per lui non ci sarà un trofeo. Viveva in un vecchio albergo in pieno centro. Ma non c’era nulla di dorato o di magico, nella sua esistenza. Ha affrontato un lungo viaggio. Nulla a che fare con le vacanze, però: era nel grembo di sua madre, in una bolla che almeno all’apparenza lo proteggeva dall’ansia della fuga e dalla disperazione. È nato a Bolzano, nel Nord ricco di un’Italia che qualcuno considera ancora simile a un miraggio. Ma non potrà mai essere «uno di noi». Né potrà frequentare un nostro asilo, una nostra scuola. O crescere lontano dall’Africa della povertà e della violenza.
Perché questo bambino che per le cronache non ha nemmeno un nome preciso e che risulta nigeriano come i suoi genitori pur essendo cresciuto in una placenta fatta di mari, di barconi, di speranza e di lacrime, è morto a 15 giorni. A due passi da noi. Dal nostro benessere. Dai nostri occhi chiusi. Dalle nostre paure. Anche dai dati e dagli sguardi distorti che ci piovono addosso in questa perenne campagna elettorale. I numeri Eurostat, come ha rivelato ad esempio Paolo Pagliaro, dicono infatti che nel rapporto fra profughi e residenti, quasi tutti i paesi europei affrontano un impegno più gravoso dell’Italia. Noi ospitiamo 1.369 rifugiati per milione di abitanti. L’Ungheria 17.700, la Svezia 16 mila, l’Austria 10 mila, la Germania - che è il paese che ha accolto il maggior numero di richiedenti asilo (441.800, il 35 per cento di tutti quelli arrivati in Europa) - ospita 5.500 rifugiati per milione di abitanti. Pagliaro ha scoperto anche che ci sono stati «più approdi alla cittadinanza che sbarchi sulle coste»: nel 2015 i nuovi italiani - gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza - sono stati quasi 180 mila (erano 130 mila nel 2014 e 100 mila nel 2013). Numeri che dicono che stiamo cambiando profondamente. Ma in compagnia dell’intera Europa.
Fra i nuovi cittadini non ci sarà mai il bimbo morto all’ex Hotel Alpi di Bolzano. L’ha ucciso un’emorragia cerebrale e un’inchiesta ne capirà le origini. Ci sono però ben altre origini da scandagliare: che interrogano la politica e l’intera società.