CORDOGLIO IN OSPEDALE

Addio ad Altadonna, l’infermiere sempre a fianco dei pazienti

Era una colonna della Cardiologia e del Pronto Soccorso. Oggi, 11 gennaio, alle 15.15 una messa al San Maurizio per ricordarlo

BOLZANO. Il reparto, i colleghi fanno fatica a realizzare che non c’è più. E oggi alle 15.15 si ritroveranno al San Maurizio per la messa che gli renderà omaggio. Se ne è andato improvvisamente Maximilian Altadonna, 45 anni (avrebbe compiuto i 46 a brevissimo), infermiere in Cardiologia (lavorava in emodinamica) ed ex vicecoordinatore del Pronto soccorso (aveva lavorato anche all’interno del Gft - il gruppo di formazione triage). Un uomo che ha lasciato un segno profondo, un professionista serio e preparato dall’umanità più che spiccata, uno che ha continuato la tradizione di famiglia, perchè anche il papà, Sandro, era stato infermiere. A sua volta molto conosciuto e benvoluto.

L’Ordine degli infermieri pubblica la foto su Fb che vedete accanto con una sovrascritta che recita “Max ci mancherai come collega e come amico”. Lo ricorda la presidente Paola Cappelletti: «Mancherà a tutti, al di là di ogni retorica. Era un professionista in gamba, umano e molto disponibile. Sia con i pazienti che con i colleghi. Attivo nella formazione dei giovani. Sempre disposto al confronto aperto».

Lo ricorda anche il Nursing Up, il sindacato degli infermieri, con Massimo Ribetto: «Come lui pochi. Sia in ospedale che fuori. Adesso c’è un bel vuoto, fatichiamo ancora a realizzare».

Perchè Max a sentire i racconti di chi l’ha conosciuto bene e ci ha lavorato accanto, era uno che sapeva uscire dal coro, empatico, ironico, leader naturale, molto amato, uno che quando c’era si sentiva. Era anche harleysta convinto - perchè le emozioni che gli sapeva dare la moto non sono scontate - e da ragazzo aveva lavorato come “pr” nelle più famose disco del nord Italia, lo conoscevano come “Joy”, insomma uno che non stava mai fermo Max. Era entrato in ospedale negli anni Novanta ed aveva iniziato subito a lavorare al gruppo operatorio. Poi era passato alla Cardiologia, per tanti anni la sua vera grande famiglia. Nel 2007, altro cambiamento, questa volta come vicecoordinatore in Pronto soccorso, dove preparazione, formazione e aggiornamento continuo sono imprescindibili per garantire al paziente un appropriata assistenza. E lui che si spendeva e ci credeva era diventato anche membro del Gft, il Gruppo di formazione triage. Poi circa un anno fa un nuovo cambio ed il ritorno al grande amore, la Cardiologia. I colleghi per l’occasione gli avevano fatto una festa: «Sei tornato a casa Max». In reparto lavorava in emodinamica quella branca della fisiologia cardiovascolare che analizza e studia il comportamento del sangue in movimento nei vasi. Vista la particolarità del profilo i requisiti per accedervi sono assai selettivi, viene data la priorità di accesso a coloro che hanno svolto precedenti attività in unità operative correlate all'emergenza-urgenza e terapie intensive, oppure in possesso di master di perfezionamento. E Max, che era tornato a casa, era anche l’uomo giusto per questo incarico. Oggi il ricordo nel suo ospedale.