I profughi? Ad Appiano hanno tutti un lavoro 

Già firmati 28 contratti prevalentemente come operai e commessi Altri 10 stanno diventando camerieri e aiuto cuochi: «Il lavoro è garantito» 

di Massimiliano Bona

APPIANO. Cosa fanno i profughi che vivono da due anni all’ex Caserma Mercanti di Appiano? Lavorano praticamente tutti e si sono perfettamente integrati nella realtà locale. Il centro di accoglienza, realizzato a San Michele a due passi dalla stazione dei carabinieri, è gestito da Volontarius che ieri ha fornito alcuni dati sul tipo di impiego e sui contratti stipulati con i migranti.

«Tutti gli ospiti hanno trovato un’occupazione. Ventotto hanno firmato contratti di lavoro a tempo determinato nei settori pulizia, cucina ma anche edilizia. Fanno soprattutto gli operai e i commessi. Gli altri dieci frequentano corsi di formazione per diventare camerieri e aiuto cuochi e troveranno sicuramente un impiego, sempre a termine, nelle strutture locali che lavorano nel comparto turistico». C’è chi pensa – erroneamente – che per i richiedenti asilo vi sia una sorta di corsia preferenziale, ma in realtà non è così. «I lavori sono stati trovati dagli stessi richiedenti asilo», spiega Daniela Pegoretti, referente della struttura di via Madonna del Riposo. «C’è chi ha sfruttato i contatti che si è costruito nei mesi ad Appiano e chi si è impegnato a portare ovunque il proprio curriculum». I riscontri sono stati più che buoni e la diffidenza dei primi tempi ha lasciato spazio alla stima e al rispetto. È capitato anche che, grazie al passaparola, fossero i ragazzi stessi ad essere cercati dai datori di lavoro della zona. Oltre a lavorare, quasi tutti gli ospiti frequentano corsi di lingua alla scuola di volontari Scioglilingua, all’Alpha Beta e all’Azb. «Anche in questo caso il tempo viene gestito autonomamente», spiega Pegoretti. «Noi rimaniamo in contatto con gli insegnanti per capire anche se la frequenza è regolare». Sono più che positivi anche i rapporti con le scuole: a Caldaro, alla scuola media Sepp von Seppenburg, il giovane Ousmane, ventenne senegalese ospite dell’ex caserma Mercanti, ha partecipato al percorso di sensibilizzazione «L’Essenziale è invisibile agli occhi».Il liceo classico Carducci di Bolzano - che ha partecipato allo stesso percorso - ha donato alla struttura 100 lastre in tartan che sono state utilizzate per la pavimentazione della struttura. Tutto ciò spiega come Appiano sia pronto a rilanciare: oltre al Cas (Centro di accoglienza straordinaria) all’ex Mercanti si sta valutando anche se aderire allo Sprar.