Zona Maso Ronco bando da 4,68 milioni per ristoro e pulizie 

Partita l’indagine di mercato, c’è un contributo comunale Da seguire 5 campi da calcio, 2 da beach e palazzina servizi 

di Massimiliano Bona

APPIANO. Indagine di mercato di sicuro interesse, da parte del Comune di Appiano, rivolta alle aziende che operano nel settore delle pulizie e della ristorazione. In ballo c’è la gestione del bar-ristorante, dei campi (5 da calcio e 2 da beach volley) e della palazzina servizi dell’Fc Alto Adige. È previsto un contratto lungo, di 12 anni, per una cifra sicuramente importante (4,68 milioni di euro) ma giustificata. Ad allettare i potenziali gestori c’è anche un ricco contributo pubblico. «Ai fini del raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario al concessionario è riconosciuto anche un contributo pubblico annuale pari a 140 mila euro netti da parte del concedente». Il canone base di concessione annuo – su cui va fatto il rialzo - corrisponde al 10% del volume d’affari al netto dell’Iva conseguito dall'esercizio gastronomico (ristorante e bar). Per i primi due anni si prevede un canone annuo minimo di 20 mila euro uro e per i successivi anni in un canone annuo minimo di 30 mila euro (a tali importi va aggiunta l’Iva, ma anche i costi di sicurezza).

«Il concessionario dovrà effettuare - si legge nella nota del Comune - investimenti ai fini dell’allestimento dell’esercizio ristorante, del bar e della cucina che saranno oggetto di valutazione nell’ambito dell’offerta tecnica».

Il Comune farà per intero la sua parte con il pagamento delle spese. «Le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intero complesso, così come i consumi di acqua, gas, elettricità e riscaldamento, saranno a carico del concedente, con esclusione di quelle relative all’esercizio gastronomico e all’alloggio di servizio, che saranno a carico del concessionario. Il concorrente dovrà presentare un piano economico finanziario riguardante tutta la durata della concessione al fine di dimostrare l’equilibrio economico finanziario della sua proposta». Un’offerta senza piano economico finanziario «o il cui piano appaia palesemente incompleto o inattendibile verrà esclusa dalla gara». Gli offerenti dovranno aver realizzato negli ultimi tre esercizi un fatturato annuo minimo di 400 mila euro.

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