la storia

Anna è la migliore in italiano ma studia nelle scuole tedesche

Perpruner frequenta il quarto anno del Liceo Francescani. Ha conquistato il sedicesimo posto al concorso nazionale

di Antonella Mattioli

BOLZANO. «Fin da piccola sono affascinata dalla lingua italiana intesa come letteratura, poesia, musica». In Alto Adige la migliore in italiano è una studentessa bolzanina che ha fatto tutto il percorso scolastico - dalla scuola materna al liceo classico - in tedesco. Anna Pernpruner, 18 anni, papà tedesco e mamma italiana, iscritta alla IVª liceo dei Francescani, ha partecipato alla finale delle Olimpiadi di italiano, svoltesi nei giorni scorsi a Torino, ottenendo un ottimo 16° posto su 40 finalisti provenienti da tutte le regioni italiane. Alla finale della VII edizione della competizione organizzata dal Miur, Anna è arrivata in quanto vincitrice assoluta del concorso provinciale delle Olimpiadi di italiano di L2 che si sono tenute a marzo a Bressanone.

Nel centro piemontese si sono sfidati 80 studenti delle categorie Junior e Senior provenienti da tutt’Italia e 4 studenti che studiano nelle scuole italiane all’estero, vincitori dell’ultima fase delle Olimpiadi a loro riservate. Erano partiti a febbraio in 57.000.

Come nasce quest’amore speciale per la lingua di Dante in una studentessa che ha fatto tutte le scuole in tedesco?

«All’inizio da mia mamma (Cristina Bonadei, insegnante di letteratura italiana al liceo Pascoli, ndr) che mi ha insegnato l’importanza di leggere, per crescere e aprirsi al mondo. Poi, al Liceo, il mio professore di italiano Gabriele Muscolino che sa come rendere interessante la materia, spaziando dai grandi della letteratura alla musica».

Quante ore fate di italiano al liceo classico tedesco?

«Quattro ore a settimana: tre di letteratura e una di conversazione».

Alla finale delle Olimpiadi di Torino che tipo di prove avete dovuto sostenere?

«Le prove sono state quattro: il riassunto di un articolo che parlava del divieto di vendere il burqua in Marocco, più un nostro commento; un testo informativo di un ipotetico servizio di accoglienza e assistenza ai turisti che arrivano in Italia; un testo creativo sullo sbarco di Cristoforo Colombo in America».

Tempo a disposizione?

«Quattro ore».

Soddisfatta del sedicesimo posto?

«Molto anche perché mi sono confrontata con studenti che hanno fatto tutto il percorso scolastico in italiano. Non solo: sono rimasta impressionata dal livello».

Di preparazione?

«Appunto. Ma non solo in italiano. Sono rimasta colpita dal livello culturale molto elevato e dalla capacità di spaziare in diversi settori».

Tutti secchioni dunque.

«Non direi proprio. Tranne qualche eccezione, sono tutti ragazze e ragazzi simpatici, aperti, pieni di interessi. Ho avuto l’occasione di conoscerli e stringere amicizie. Anche perché le Olimpiadi sono inserite nelle “Giornate della lingua italiana” e questo ci ha consentito di partecipare a conferenze con relatori di alto livello».

Oltre allo studio che interessi coltivi?

«Tanti. Ho giornate piene di impegni. Studio pianoforte al Conservatorio, gioco a pallavolo, faccio teatro e volontariato».

Amicizie?

«Tante».

Reali o virtuali?

«In carne ed ossa».

E i social quanto sono importanti?

«Li uso ma con una certa parsimonia. Non è il caso di perderci troppo tempo: come in tutte le cose bisogna distinguere tra ciò che è utile e ciò che non serve a niente».

Ultima vacanza?

«L’estate scorsa due mesi in Australia, per perfezionare l’inglese: ero ospite di una famiglia e andavo a scuola. Fantastico».

Già deciso cosa fare da grande?

«Sono indecisa tra Medicina e Giornalismo».

Come si migliora la conoscenza del tedesco degli studenti italiani e viceversa?

«Favorendo il più possibile gli scambi tra studenti dei due gruppi. È parlando, frequentandosi, stringendo amicizie che impari davvero una lingua».