Areale, già 5 gruppi interessati 

Il maxi progetto. L’accordo di programma verrà messo al voto la settimana prossima in consiglio comunale. Martedì atteso Podrecca In settembre il market test per sondare gli investitori. Mathà: «Un avviso pubblico per ascoltare gli operatori economici prima del bando»

di Francesca Gonzato

Bolzano. Una operazione insostenibile, è questa l’accusa arrivata l’altra sera in consiglio comunale durante l’audizione sull’Areale ferroviario. Dalle opposizioni sono arrivate critiche implacabili, ma anche Silvano Baratta (Pd) ha manifestato dubbi sulla procedura. «La parola passerà a breve ai potenziali investitori, saranno loro a dirci se l’operazione regge o meno. Le acque si sono già mosse. Dopo la firma dell’accordo di programma, all’inizio di luglio, cinque gruppi hanno manifestato il loro interesse», è la replica del presidente provinciale Arno Kompatscher. Tra i possibili investitori interessati c’è la Signa di René Benko.

L’accordo di programma sull’areale ferroviario arriverà la settimana prossima al voto. Martedì dovrebbero proseguire le audizioni: dopo l’architetto Paolo Desideri e gli advisor Roberto D’Orazio, Claudio Guccione e Silvio Falcone, dovrebbe intervenire in aula l’architetto Boris Podrecca, autore del progetto con Desideri. Poi, nella seduta successiva il voto del consiglio comunale. Sull’areale ferroviario liberato dai binari sorgerà un nuovo quartiere. «Bolzano non ha bisogno di tutte queste case, che resteranno vuote», accusa Paolo Giacomoni del Movimento 5 Stelle. Giovanni Benussi (Forza Italia) ha dichiarato: «È una operazione insostenibile. Adesso capisco perché si sia dimesso il vicesindaco Christoph Baur». Il tema è dunque l’appetibilità del maxi progetto. «Il primo riscontro arriverà a breve attraverso il market test», anticipa Thomas Mathà, direttore dell’Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici. Salvo sorprese, il consiglio comunale approverà la settimana prossima l’accordo di programma. A quel punto con un decreto di Kompatscher la Provincia pubblicherà l’accordo di programma e inizierà la procedura per il market test, che si svolgerà in settembre. Il passo successivo sarà il bando di gara internazionale, previsto nella primavera 2020.

Come funziona il market test? Questa è la sintesi di Mathà: «Si tratta di un confronto con gli operatori economici. Lanceremo un avviso pubblico attraverso il quale chiederemo agli operatori economici di manifestare interesse per l’operazione. Verranno invitati a colloqui individuali e di gruppo per esaminare la documentazione. L’obiettivo è capire se l’attuale impostazione dell’accordo di programma può andare in gara». Si parla di fondi di investimento, grandi società immobiliari, cordate tra soggetti diversi? Così Mathà: «Lo scenario è di operatori qualificati esistenti o che si dovranno costituire. Alcuni si sono già manifestati. Il mercato degli investimenti è monitorato, ci sono advisor che analizzano le operazioni e le propongono a possibili investitori». Si tratta di una operazione da un miliardo di euro su 48 ettari di terreno. L’investitore si dovrà fare carico di 204 milioni di euro di costi per le opere ferroviarie, 200 milioni per le opere pubbliche e 500 milioni di euro per costruire i lotti di residenziale, terziario e commerciale da mettere poi in vendita (circa un milione di metri cubi).

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