BOLZANO

Bolzano, ferito a lezione: denuncia il maestro di capoeira

L’allievo bolzanino venne colpito nel basso ventre con conseguenze ai testicoli. L’accusa di lesioni colpose gravi è caduta solo a seguito di un risarcimento

BOLZANO. Un maestro di ballo brasiliano, accusato da un proprio allievo bolzanino di avergli procurato per negligenza ed imprudenza, una grave lesione fisica durante un esercizio, è finito davanti al giudice con l’accusa di lesioni personali colpose.

Ad occuparsi del caso è stato il giudice Stefan Tappeiner che l’altra mattina in udienza ha comunque potuto prendere atto che i due protagonisti della vicenda avevano raggiunto un’intesa extragiudiziale con ritiro della querela della parte lesa.

La vicenda risale al 28 aprile di quattro anni fa e ha portato sul banco degli imputati un istruttore brasiliano professionista della danza «capoeira». Si tratta di un incrocio tra arte marziale, danza e acrobazia. La «capoeira» è una disciplina afro-brasiliana che dal 2014 è stata riconosciuta Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Questa lotta mascherata come danza fu sviluppata da schiavi brasiliani nell'epoca del colonialismo e oggi come oggi la libertà di espressione e di movimento, ma non solo, è una dei sui principali obiettivi.

L’incidente avvenuto durante una lezione in palestra a Bolzano ebbe conseguenze pesanti per un bolzanino che si era iscritto ad un corso.

Nella querela la parte lesa fece presente che la propria partecipazione era a titolo «dilettantistico ed amatoriale» e che la stessa «capoeira» non ha carattere di competizione e non è previsto il contatto fisico. In realtà la sera dell’incidente l’istruttore brasiliano per errore durante una mossa dimostrativa colpì in maniera molto violenza al basso ventre il partecipante al corso che riportò lesioni ad un testicolo e «l’indebolimento permanente all’organo riproduttivo».

Una lesione grave che ha portato ad avviare il conseguente contenzioso giudiziario davanti al tribunale di Bolzano.

L’avvocato della parte lesa fece tra il resto presente, nella querela depositata poche settimane dopo i fatti, che l’istruttore era titolare di una associazione sportiva che organizza a pagamento i corsi «ed è tenuto all’osservanza delle norme di esperienza, prudenza, diligenza e perizia in maniera particolarmente pregnante».

Dopo un paio di udienze interlocutorie, l’altra mattina davanti al giudice Stefan Tappeiner i due protagonisti della vicenda hanno trovato un’intesa per chiudere il contenzioso con un risarcimento di carattere economico. Di conseguenza la querela è stata ritirata dalla parte lesa ed il procedimento si è concluso. Nulla è trapelato sull’entità del risarcimento. (ma.be.)

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