Bolzano: in 50 dall'avvocato contro Aiazzone

Hanno comprato mobili e cucine che non sono mai stati consegnati

BOLZANO. Hanno comprato la cucina allo store Aiazzone in via Galvani mesi fa e non hanno visto ancora i mobili recapitati a casa: cinquanta famiglie bolzanine si sono rivolte all'avvocato Christian De Massari per tutelare i propri interessi. La catena è in grave difficoltà, ed è subentrata una nuova società. Ordinare una cucina, imbarcarsi in un finanziamento con conseguente sforzo economico e dopo sei mesi di regolari pagamenti non vedere nemmeno lo straccio di un'antina della credenza. E' quello che accade da "Aiazzone", lo store di mobili al Centrum, dove sono decine i clienti bolzanini che attendono le proprie consegne di mobili ordinati addirittura prima dell'estate. Una situazione di difficoltà testimoniata dalle tante segnalazioni arrivate alle associazioni per i consumatori e dai clienti che si sono rivolti all'avvocato Christian De Massari, incaricato di seguire una cinquantina di mancate consegne da parte di "Aiazzone". Sullo sfondo testimonianze di clienti cui viene proposto il più classico dei cambi merce con quanto già presente in negozio e voci incontrollate di un'imminente chiusura del punto vendita. Tutto, comunque, sembra riconducibile a un difficile stato finanziario della società "B&S", gestita da Gian Mauro Borsano e Renato Semeraro e sommersa da circa 14 milioni di debiti rilevati dalla "Panmedia spa", società torinese che fino a qualche mese fa si occupava unicamente di comunicazione e media. «Il problema - conferma Luca Marcon, consulente del Centro consumatori utenti dell'Alto Adige - si sta allargando a macchia d'olio e non mancano le segnalazioni di consumatori che si sentono presi in giro da "Aiazzone" perché pagano da mesi senza vedere lo straccio di un mobile. Saranno almeno una ventina le lamentele che sono pervenute direttamente al nostro ufficio di via Dodiciville». Racconta una cliente: «Io ho ordinato a giugno un tavolino, e ancora devo insistere per riceverlo. Assurdo. La colpa della mancata consegna è stata addossata dal negozio di Bolzano alla ditta produttrice, ma a quanto pare è proprio "Aiazzone" ad avere dei problemi. Mi è stato consigliato di provare a cercare della merce sostitutiva perché "Aiazzone" potrebbe sparire, ma l'unico riferimento fornitomi dal negozio è stato un numero verde di Torino della società "Panmedia"». Conferma la situazione di difficoltà l'avvocato Christian De Massari che segue specificatamente la vicenda "Aiazzone". «La catena vende dei mobili che non è in grado di consegnare - spiega il legale -: i fatti dicono questo. Non sorprende che tentino di scaricare la colpa sui fornitori quando, presumibilmente, nemmeno loro stanno ricevendo i pagamenti. Si tratta di un bubbone esploso tra settembre e ottobre e riguarda principalmente ordini estivi: a oggi posso contare circa una cinquantina di segnalazioni. Il primo consiglio che mi sento di dare, comunque, è quello di inviare per raccomandata con sollecito di consegna che, dopo 15 giorni, consente di ritenersi liberi di diritto, ma non di fatto, perlomeno fino a quando non si arriva a un accordo chiaro con "Aiazzone". Intimoriscono, però, queste voci di chiusura». I responsabili del negozio di Bozlano non dicono nulla . Risponde invece la società subentrata, la Panmedia: «Faremo il possibile per sanare tutte le situazioni» (a.c.)