Bolzano “made in China” applaude i giovani talenti 

Il concerto. Teatro di piazza Verdi esaurito per l’Orchestra nazionale di 110 musicisti under 20 In platea le famiglie cinesi che vivono in città. il console e il sindaco che ha salutato in mandarino

Bolzano. Il saluto gliel’ha scritto e registrato un cinese. il sindaco ha poi cercato di imparare quelle poche parole che ha ripetuto, l’altra sera, sul palco del teatro di piazza verdi. grande appassionato di musica classica che, tanti anni fa, ha portato a bolzano claudio abbado, di cui oltre che estimatore era amico, renzo caramaschi ci teneva a salutare, nella loro lingua, i 110 musicisti dell’orchestra nazionale giovanile cinese che si sono esibiti a bolzano.

Ragazzi e ragazze tra i 14 e i 20 anni che rappresentano il fiore all’occhiello di un paese che, negli ultimi anni, sta investendo molto nella cultura in genere e nella musica classica in particolare.

La formazione di questi giovanissimi talenti è finanziata dallo stato oltre che da ricchi mecenati cinesi che vivono negli stati uniti. vengono riuniti per un corso di formazione estivo e poi mandati all’estero, in particolare in europa per migliorare la tecnica e crescere in quella che è stata ed è la culla della musica classica.

A dirigerli c’era il francese ludovic morlot. ospite d'onore l'americano garrick ohlsson, vincitore nel ’66 del concorso busoni. hanno aperto il concerto con una suite di ye xiaogang, uno dei più noti compositori contemporanei del loro paese; poi beethowen e shostakovich, compositore e pianista russo.

«per ascoltarli e sostenerli - dice peter paul kainrath, pianista, direttore artistico del concorso busoni e coordinatore di bolzano festival bozen - sono arrivati da milano il console generale e da roma rappresentanti dell’ambasciata, ma soprattutto sono arrivate le famiglie cinesi che abitano e lavorano a bolzano. a conferma che la musica oltre che un evento culturale è anche un momento di incontro per un’intera comunità».

Ma perché l’orchestra giovanile cinese ha fatto tappa proprio a bolzano? «perché il capoluogo altotesino - spiega kainrath - è conosciuto nel mondo grazie innanzitutto al concorso pianistico busoni. tenere un concerto qui è motivo di prestigio. il 5 settembre, proprio nell’ambito del concorso, arriverà a bolzano liu shikun, 80 anni cinese, che nel ’56 si era classificato al secondo posto in russia, al primo concorso cajkovskij».

Bolzano è anche sede dell’accademia mahler che propone corsi di perfezionamento tenuti da docenti di fama internazionale. l'edizione 2019 è incentrata sulle composizioni di franz schubert. «c’erano - dice caramaschi - circa 500 domane; ne sono state accolte 55». in città si ritrovano e si esibiscono anche i musicisti della european union youth orchestra e dell’orchestra mahler jugendorchester.

«suonano nei quartieri - dice kainrath - portano la bellezza della musica nei diversi angoli della città. e i bolzanini apprezzano. peccato non ci sia una vera sala per i concerti. la riqualificazione dell’areale ferroviario, dove si prevede un investimento da un miliardo e 300 milioni, potrebbe essere l’occasione giusta». A.M.