BOLZANO

Bolzano, postino si finge benestante per truffare un’infermiera

Le avrebbe sottratto 18 mila euro sostenendo di aver avuto 5 milioni di eredità. La donna si è trovata sul lastrico e piena di debiti. E lo ha denunciato

di Mario Bertoldi

BOLZANO. Un ex dipendente di Poste Italiane che al tempo dei fatti lavorava a Bolzano in qualità di postino è da ieri sotto processo con l’accusa di aver truffato un’infermiera di 47 anni dell’ospedale di Bolzano a cui avrebbe sottratto 18 .100 euro. Si tratta di M.S., 52 anni, nativo di Napoli ma da diversi anni ormai domiciliato a Bolzano. La vicenda è molto particolare perchè l’uomo non avrebbe agito allo scopo di appropriarsi dei soldi dell’ amica (con cui aveva iniziato una relazione sentimentale) ma avrebbe architettato il suo piano per alimentare il sogno di una vita agiata in un contesto familiare idilliaco. La storia, che ha ridotto letteralmente sul lastrico l’infermiera (costretta a rivolergersi alla Caritas per far fronte alla situazione) si è sviluppata nell’arco di un paio d’anni. M.S.aveva conosciuto la sua vittima in palestra e dopo qualche settimana di frequentazione probabilmente ha messo in atto il suo piano che prevedeva il coinvolgimento di una bella donna, mamma di un paio di ragazzi ma senza un compagno, con un lavoro stabile ed un gruzzolo di soldi in banca. Secondo il racconto della parte lesa l’uomo (che avrebbe fatto credere di avere uno stipendio medio alto per ruoli particolari ricoperti alle Poste) si sarebbe piano piano insinuato nel contesto familiare della donna sino ad ottenere massima fiducia dall’infermeria ed essere accettato in casa per una prima fase di convinvenza. Fu a quel punto che l’uomo avrebbe annunciato di aver ereditato da uno zio imprenditore in Grecia 5 milioni di euro offrendo alla donna un cambio di vita, con viaggi di piacere (Barcellona , Londra, Monaco) progettando anche di acquistare un super attico in via Fago ove tutti avrebbero dovuto trasferirsi. L’eredità in realtà non esisteva ma servì all’imputato per comportarsi con sempre maggiore spavalderia inducendo la compagna a versargli sul suo conto ,(acceso all’ufficio postale di piazza Adriano) 18.100 euro, cioè i risparmi di anni di gestione oculata delle risorse.

L'imputato la convinse in quanto i soldi avrebbero dovuto essere vincolati per ottenere una rendita migliore, riservata ai dipendenti delle Poste. In realtà da quel giorno la vittima non ha più visto i suoi soldi. Quando la donna rese conto della fandonia dell’eredità, dei 18.100 euro sul conto ne erano rimasti non più di 300. Gli altri sarebbero stati utilizzati dall’imputato per alimentare la prospettiva di una vita agiata carica di sogni. Anche il super attivo in via Fago (di cui era riuscito ad avere provvisoriamente le chiavi) non è mai stato pagato. Ma l’uomo, per mesi, avrebbe alimentato il progetto di una casa lussuosa facendo intervenire arredatori e professionisti lasciando dietro a sè una scia impressionante di conti non saldati e debiti. Per dimostrarsi estremamente generoso sarebbe arrivato al punto di offrire in regalo un appartamento di lusso anche alla sorella della sua compagna, inducendola a disdettare il contratto d’affitto dell’abitazione ove viveva, facendole scegliere l’appartamento che avrebbe dovuto acquistare con serrate trattative nelle agenzie immobiliari della città. «Ci sembrava di aver vinto all’Enalotto» ha raccontato l’infermiera. In realtà anche la sorella si è trovata senza casa e praticamente su una strada.

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