Casanova ha la sua piazza Dedicata ad Anita Pichler 

I lavori sono durati sei mesi, è stata inaugurata ieri. Spesa: 855mila euro Intitolata alla memoria della prima scrittrice altoatesina del dopoguerra 

BOLZANO. Inaugurata la piazza centrale del lotto C di Casanova nel quartiere Don Bosco, dedicata ad Anita Pichler (1948-1997). "E' importante - ha detto il sindaco Renzo Caramaschi - che in un nuovo quartiere possa arrivare anche la qualità della memoria. Perchè Anita è stata una scrittrice, una delle prime altoatesine ad essere conosciuta oltre i nostri confini”. Ed è dunque significativo che un riferimento di questo tipo piova in un quadrante urbano che è stato stretto da tante criticità anche sociali, che è in cerca di spazi soprattutto identitari in cui le persone possano ritrovarsi e socializzare, immaginare eventi collettivi e, chissà mai, anche culturali. Poi, la piazza, è anche il tentativo di fornire all'urbanistica di quel rione una chiave di lettura non soltanto abitativa. Tutti conosciamo la parabola di piazza Don Bosco: da icona di un quartiere a fortissima identità collettiva, specchio delle sue vicissitudini e teatro dei suoi incontri, a "non luogo", schiacciato tra case e chiesa, senza più spazi riconoscibili e soltanto ora avviato verso una possibile riqualificazione.

A Casanova si è provato il percorso opposto. Altra questione da rilevare è che il progetto della piazza ha rispettato i tempi previsti.

Partita sei mesi fa, ora è conclusa. Spesa: 855mila euro. Con un forte contributo da parte dell'ufficio infrastrutture e arredo urbano (Stefano Stringari), per la parte progettuale in senso tecnico e del servizio ambientale per la parte verde (Cecilia Baschieri). La quale è visibile e spesso preponderante. E questo è un bene. Ma forse troppo preponderante, e questo non lo è. Perchè è una piazza non uscita da un concorso di architettura e forse potrà scontare questa assenza nell'impianto e nella sua fruizione anche rispetto al suo diventare punto di riferimento riconoscibile. Ma sicuramente è uno spazio unico pedonale. Con due collegamenti a sud con la stazione dei treni di Casanova e a nord con via Ortles e l'altra piazzetta, l'Anna Frank. Ma qui, in questo nuovo slargo urbano c'è anche il tentativo di creare uno scarto con il resto dell'insediamento con una pavimentazione particolare, l'uso del porfido, la realizzazione di fioriere sopraelevate rispetto alla piazza con la possibilità di essere usate anche come sedute. E poi, oltre ai collegamenti pedonali, anche una particolare cura nell'arredo urbano. Anita Pichler, che è adesso ricordata da tutta la città, fu la prima scrittrice sudtirolese del dopoguerra la cui fama varcò i confini dell'Alto Adige. Ma fu anche oggetto, proprio per il suo ruolo di intellettuale e per la sua opera, di feroci critiche. Oggi la tomba di Anita si trova a Solda, ai piedi del massiccio dell'Ortles. La giornalista e amica personale di Anita Pichler, Renate Mumelter, ne ha tratteggiato il profilo umano e letterario descrivendone l'attività di cui per altro le Biblioteche comunali conservano l' opera.