Case di riposo: 400 in lista d’attesa 

La giunta pensa a forme alternative di assistenza: agevolazioni per costruire case protette, assistite e in cohousing

di Antonella Mattioli

BOLZANO. Sempre più vecchi, sempre più soli: per fronteggiare il rapido aumento della popolazione anziana ieri la giunta comunale ha deciso di puntare sulla tecnologia e su nuove forme di assistenza “soft” come il cohousing. Il vicesindaco Christoph Baur è stato incaricato di verificare se c’è la possibilità di concedere ai privati agevolazioni per realizzare alloggi che garantiscano all’anziano autonomia e, in caso di bisogno, assistenza.

Le cifre. Ieri Carlo Alberto Librera, capo della ripartizione servizi alla comunità locale, ha presentato gli ultimi dati che tracciano un quadro molto preoccupante, perché se nel 2007 i bolzanini con 65 anni e più erano il 22,3% della popolazione, nel 2016 avevano raggiunto il 23,6%: significa che quasi una persona su quattro ha più di 65 anni. Altro dato che già oggi, ma soprattutto in prospettiva impone l’adozione di misure socio-assistenziali, è quello relativo alle famiglie single che sono in continuo aumento e rappresentano il 39,6% di tutti nuclei familiari residenti nel capoluogo; tanto che oggi i single sono la tipologia di famiglia più diffusa (19.954). Se fino ad una certa età la parola “single” può essere sinonimo di libertà e indipendenza, con l’avanzare degli anni può diventare sinonimo di solitudine: a Bolzano gli ultrasessantenni che vivono soli sono 9.421.

Queste cifre, destinate ovviamente ad aumentare, richiedono risposte che oggi, più ancora che in passato, devono essere differenziate perché le esigenze delle persone sono diverse e le risorse dell’ente pubblico non sono illimitate.

Tutti d’accordo con il sindaco Renzo Caramaschi, molto sensibile a questi temi: «Bisogna fare in modo che in casa di riposo le persone arrivino il più tardi possibile: ne beneficiano gli anziani che in questo modo possono rimanere autonomi e le casse pubbliche».

Le case di riposo. Attualmente in Alto Adige in casa di riposo ci sono 4.200 posti letto, tutti occupati. «A Bolzano - spiega l’assessore Sandro Repetto - sono circa 700: gli ultimi 60 posti letto sono quelli realizzati al Grieserhof e fra un paio d’anno ne avremo un’ ottantina nella nuova struttura che la famiglia Waldner (proprietaria della Casa di cura Melitta) ha iniziato a costruire in via Castel Firmiano». In questo momento a Bolzano ci sono 350-400 persone in lista d’attesa (mille a livello provinciale). «Nei Paesi nordici che sono più avanzati da questo punto di vista - assicura il direttore di ripartizione Librera - non si costruiscono più case di riposo, si punta sulla tecnologia e su nuove forme di coabitazione».

Il futuro. Stabilito dunque che per una serie di ragioni - tra cui l’insostenibilità dei costi - la casa di riposo deve diventare sempre più l’ultima risposta alle esigenze dell’anziano, qual è il modello di assistenza che si prospetta per il futuro? «A Bolzano - dice Repetto - abbiamo attualmente una quarantina di alloggi protetti per anziani: il numero comprende quelli di via Claudia Augusta, via Vintler e gli otto che verranno assegnati entro l’estate in via Resia; nei prossimi mesi partiranno anche i lavori per la costruzione di 24 alloggi protetti a Casanova. La caratteristica di questi alloggi è quella di poter usufruire dei servizi di assistenza domiciliare che in genere sono al piano terra». A questi si aggiungono i 30 bellissimi alloggi “assistiti”, appena realizzati all’interno del nuovo Grieserhof, dove gli ospiti possono utilizzare i servizi offerti dalla casa di riposo.

Alle forme di abitare sicuro esistenti, il Comune vorrebbe aggiungere la formula del cohousing che garantisce indipendenza - ognuno dispone di un minialloggio - e possibilità di socializzare all’interno degli spazi comuni. In attesa di costruire nuove strutture, in aiuto degli anziani - e non solo loro - arriva la tecnologia che permette di monitorare a distanza lo stato di salute della persona (il problema più grosso è rappresentato dalle cadute, ndr) e controllare che all’interno dell’appartamento sia tutto a posto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA