Censimento: il cervellone è già in tilt

L'eccessivo numero di accessi per la compilazione online ha mandato in tilt il server. L'Astat: non c'è fretta

BOLZANO. Le operazioni per il 15° censimento generale della popolazione italiana hanno preso il via domenica, ma l'eccessivo numero di accessi per la compilazione del modulo online hanno mandato in tilt il server. "In Provincia di Bolzano - spiegano dall'Astat - siamo collegati alla rete nazionale, e dunque non possiamo fare nulla per evitare i problemi. L'unico consiglio è quello di non avere fretta: ci sono 3-4 mesi di tempo".

Con il primo giorno del censimento, che da quest'anno per la prima volta potrà essere compilato anche in formato digitale, in Italia si è assistito ad un vero e proprio assalto al sito web dedicato. "La home page dell'Istat - spiega Johanna Plasinger direttrice dell'Ufficio provinciale statistiche demografiche - ha avuto dei picchi di accesso che hanno raggiunto quota 500mila contatti in contemporanea. Il sistema elaborato a livello nazionale non era in grado di reggere ad un afflusso di dati così massiccio". Anche i cittadini altoatesini, dunque, hanno incontrato enormi difficoltà a visualizzare e compilare i moduli online. Tutto ciò nonostante la Giunta provinciale abbia incaricato l'Astat, ovvero l'istituto provinciale di statistica, di gestire tutte le operazioni.

"Anche in Alto Adige - prosegue la Plasinger - siamo comunque collegati alla rete nazionale, e i malfunzionamenti del sistema non dipendono certo dalla nostra volontà. Da Roma ci è stato solamente detto che Istat e Telecom stanno lavorando per aumentare la capacità di tutto il sistema, al fine di evitare il ripetersi di questi problemi". In ogni caso, nonostante i disfuzionamenti di questi primi giorni, l'Astat fa appello ai cittadini altoatesini che vogliono compilare il censimento online, invitandoli a non avere nessuna fretta.

"In tutti i piccoli comuni - sottolinea Johanna Plasinger - ci sono tre mesi di tempo per terminare le operazioni, mentre nei tre centri più grandi, ovvero Bolzano, Merano e Bressanone, i cittadini avranno a disposizione addirittura quattro mesi. Il consiglio che possiamo dare è quello di far trascorrere qualche giorno e attendere che il sistema abbia ripreso a funzionare in maniera normale.