SICUREZZA

Decreto Salvini, la prima applicazione è "soft"

Il prefetto rassicura Caramaschi: per tutto l’inverno non ci sarà l’espulsione dai centri per chi perde lo status di “avente diritto”

BOLZANO. Alla fine Vito Cusumano e Renzo Caramaschi si sono stretti la mano. Perché il commissario del governo ha rassicurato il sindaco nel corso di un vertice con la Forze dell’ordine: non ci sarà l'espulsione immediata dei profughi dai centri di accoglienza.

Dunque le norme inserite nel decreto Salvini sui “non aventi diritto” non sarà applicata come una tagliola. Soprattutto non lo sarà subito.

«Il nostro timore - ha chiarito Caramaschi - era che questo inverno si riversassero sulle strade della città almeno 350 richiedenti asilo». Perché questa è la stima realistica. Persone che da un giorno all'altro potranno perdere il diritto all'accoglienza perché sono passati dal limbo dei “richiedenti” a quello di “non profughi” dopo l'iter giudiziario che li ha riguardati uno ad uno.

«I tempi di applicazione sono molto lunghi - ha detto il prefetto - e non ci sarà nessuna espulsione». Non nell'immediato. Perché Bolzano ha avuto ascolto? La ragione è nella sua grandezza e, soprattutto, nella collocazione. «Siamo vicini alla stazione da dove queste persone spesso intendono partire, hanno in zona una massa critica che consente loro di interagire con uomini e donne nella loro stessa condizione», ecco l'analisi di Caramaschi. Ed ecco perché è nei confronti del capoluogo che il sindaco ha chiesto un occhio di riguardo. Che accadrà dunque? Che chi non avrà più i titoli per essere inserito in percorsi regolari di accoglienza o integrazione, passerà comunque del tempo in un nuovo “limbo” in cui comunque non sarà mai abbandonato a se stesso. È la via morbida all'applicazione del decreto sicurezza così come configurata in Alto Adige.