Doppio passaporto, la Lega nel mirino 

Biancofiore porta il caso alla Camera: «Vediamo cosa voterà il Carroccio». Urzì: «Su cosa intendono trattare? Lo dicano»

di Francesca Gonzato

BOLZANO. La Lega, che vuole sedersi in giunta provinciale, cosa pensa del doppio passaporto, della toponomastica, della scuola bilingue? E la lista continua. Depositate le liste, congedata ogni ipotesi di alleanza, il centrodestra incalza la Lega, sfida il partito di Salvini a «dire la verità fino in fondo», parole di Alessandro Urzì, a «uscire allo scoperto», così Michaela Biancofiore. Perché sui temi sensibili per la convivenza, il commissario leghista Massimo Bessone dice una cosa («no al doppio passaporto», ad esempio), mentre i ministri sfumano o prendono tempo. È partita la sfida elettorale. Se chiarezza viene chiesta a tutti i possibili partner di giunta, come M5S, Team Köllensperger e il Pd, il centrodestra mira a stanare particolarmente la Lega, altrove alleata, qui avversaria.

IL CASO FINISCE A ROMA. Venerdì pomeriggio il cancelliere austriaco Sebastian Kurz sarà a Bolzano per lanciare la campagna elettorale della Svp. La settimana scorsa sono uscite le prime indicazioni sugli esiti del gruppo di lavoro viennese dedicato al doppio passaporto per sudtirolesi e ladini. La deputata Michaela Biancofiore (Forza Italia) ha depositato ieri una mozione alla Camera, con firma di Biancofiore e della capogruppo Mariastella Gelmini, contro il doppio passaporto. Il documento impegna, tra l’altro, il governo ad attivarsi a «contenere le intromissioni del governo austriaco a fini propagandistici su una porzione dello Stato italiano, quale è l’Alto Adige». Quando si arriverà al voto in aula, dice Michaela Biancofiore, «non potranno più esserci scuse: lì vedremo cosa voteranno i diversi partiti. Il Movimento 5 Stelle in questi mesi ha adottato un comportamento coerente. Il ministro Fraccaro è apertamente contro. E la Lega? Cosa voterà la Lega? Finalmente sapremo». Nella mozione si legge, ancora, «Vienna si accinge a dar seguito con inspiegabile leggerezza a una provocazione delle frange politiche estremiste e secessioniste di partiti di lingua tedesca a Bolzano proprio in concomitanza delle elezioni provinciali».

LA SFIDA DI URZì E GALATEO. Alessandro Urzì e Marco Galateo hanno presentato ieri, con gli altri candidati, la lista unica di Alto Adige nel cuore e Fratelli d’Italia. Urzì torna sul «no» della Lega a una lista unitaria di centrodedestra: «Grazie ai resti, avremmo potuto contare su due consiglieri provinciali in più. Ne avremo avuti cinque. Un numero che avrebbe garantito di sedere al tavolo delle trattative con la Svp con la schiena dritta. Non sarà così: la Svp si sposterà da un tavolo all’altro, tra lega e Pd. Allora la Lega ci dica subito, non dopo il voto, su cosa sarà disposta a trattare. Sul doppio passaporto, sulla toponomastica, sulla scuola bilingue sulla tutela della identità dei gruppi la Lega è disposta a compromessi?». Rincara Galateo: «Dicano la verità agli elettori. Cosa pensa la Lega sul doppio passaporto? È giusto saperlo adesso, non dopo il 21 ottobre».

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