Durnwalder: «Macchè riposo! Fuori dal mio ufficio c’è la coda»

La nuova vita dopo 25 anni al potere: «Devo ancora decidere cosa fare, ho tante offerte» «Per due e tre mesi niente partito, voglio stare “politicamente” fermo. Entro l’anno mi sposo»

di Paolo Campostrini

BOLZANO. La nuova vita di Durnwalder comincia tutti i giorni due ore dopo. “Cos'è cambiato? Che apro l'ufficio alle otto invece che alle sei. Ma è solo perchè in Regione nessuno apre il portone prima”. Il Kaiser non è a riposo, ma ci prova. Difficile. Ha almeno venti appuntamenti al giorno. "La telefonata di solito inizia così: la prego presidente, non ci dica di no... Ma io so che mi chiameranno presidente solo per qualche mese ancora". Intanto, cammina di più: finchè non si metterà in piedi la nuova giunta regionale, il vecchio leone ha scrivania in piazza Sernesi, zona franca. Da casa sua, in vicolo San Giovanni, rispetto a palazzo Widmann saranno qualche centinaio di metri in più. "Ma tempo un paio di settimane andrò via anche da qui". Via dove? "Fatemi respirare..." Il respiro è una domenica pomeriggio, questa appena passata, a Falzes. Cinque ore di fila senza carte è capitato solo una volta, quando si è ammalato.

Il resto sembra uguale. Così, la prima settimana di Durnwalder senza più le chiavi del garage in Provincia, è un tempo sfumato e fluido. Come se i giorni fossero liquidi: scappano via privi del peso dei pensieri, ma non si capisce ancora come e dove stanno cambiando.

Lunedì come è andata? Il primo nuovo lunedì...

"Come i vecchi. Mi avevano invitato a Silandro quelli del comprensorio".

E...

"E qualcuno mi ha chiesto se entravo nel cda di una azienda comunale. Ma ho detto di no. Ho pensato: quando esco dal pubblico, nel pubblico non ci torno più. Non si può stare in un posto da capo e poi tornarci qualche gradino più giù".

Ma davano per certo qualche suo incarico in enti provincializzati o alla Lub.

"All'università ho già una poltrona onoraria"

E anche una biblioteca già col suo nome...

"Anche. Non vorrei pestare i piedi al mio amico Bergmeister. Per il resto non ci penso. Adesso le logiche politiche devono seguire il loro corso e i nuovi equilibri che si stanno formando".

La Svp che dice?

"Ieri mi avevano invitato alla Parteileitung. Ma magari lo fanno per cortesia. E poi non voglio che qualcuno pensi che io torno e metto in piedi un'altra corrente. E allora mi sono detto: caro Luis, per due o tre mesi non fare niente. Niente di politico, intendo. E vorrei anche del resto".

Invece sappiamo che continuano a proporle qualcosa.

"Questo sì. Mi hanno offerto un paio di rappresentanze diplomatiche. Anche molto importanti. Ma sono onorarie. Belle ma onorarie. Un'associazione nazionale a Firenze mi ha chiesto di andare con loro. E poi i bellunesi..."

Che vogliono i bellunesi? Tutti sanno che l'amano molto.

"Amore e odio, ricevo da quelle parti. Ma mi hanno chiesto di andare da loro. Consulenze, incarichi semipubblici, amministrazioni. Penso che vogliano un aiuto in vista dell'autonomia. Io esperienza nel campo ne ho tanta, immagino serva quella. Ci penso".

C'è sempre la fila davanti al suo nuovo ufficio?

"E' un'abitudine. Mi scrivono dalle 20 alle 30 lettere al giorno. E poi se arrivano di persona le richieste sono le solite. Niente di segreto. Un consiglio, qualche dritta per arrivare nell'ufficio giusto senza perdersi nei corridoi. Ma anche questioni private. Un signore è arrivato l'altro giorno e mi ha detto: ho tre zie, che faccio con l'eredità? Insomma, cerco di dare una mano con il buon senso. Arriva una visita ogni venti minuti. Si ricordano ancora di me...".

E dopo che ci sarà la nuova giunta regionale, dove riceverà?

"Ho un paio di proposte. Ci sono aziende che mi offrono uffici e scrivanie, anche senza chiedere nulla in cambio. E poi c'è mio nipote che fa l'avvocato. Prima era con Riz, adesso ha il suo studio. Mi ha detto: Luis, se vuoi qui c'è posto. Devo decidere se stare a Naturno o mantenere una base anche a Bolzano".

Ci sono voci di un suo progetto per un memoriale. Del tipo: ecco la verità su questi ultimi trent'anni. Qualcuno lo teme...

"L'idea c'è. Ho tutti i miei pacchi da mettere in ordine. Lettere, pratiche, domande, progetti su questo o quello. Voglio raccogliere tutto e poi scrivere sulle mie esperienze tra Roma e Vienna e anche quelle di Bolzano. Sì, sarà un memoriale. Ma per ora non ho vendette postume da mettere in piedi".

A casa non saranno abituati a vederla così spesso.

"E non mi vedranno ancora spesso. Ma le confesso che qualche ora in più tranquillo, con i miei..."

Allora si sposa?

"Sì, l'ho promesso".

E quando?

"Anche se lo sapessi non lo direi. Ma ho detto: quest'anno va bene".

Primavera è un buon tempo per sposarsi...

"Sì, in effetti è un buon tempo".