L'ALLARME

Elisoccorso, allarme sicurezza per i droni 

Kostner, il pilota dell’Aiut: «Rischiamo ogni giorno l’incidente». L’istruttore Bucci: «Le regole ci sono, vengono ignorate»

IL VIDEO - Quanto può essere pericoloso un drone, il video della BBC

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di Antonella Mattioli

BOLZANO. «Per chi vola sono diventati un incubo, perché sono sempre più coloro che usano i droni per fare video e filmati in alta quota. Te li trovi a 3-4 mila metri, ti sfrecciano davanti e tu - nella migliore delle ipotesi - li vedi all’ultimo momento con la coda dell’occhio: devi solo sperare che non ti entrino dal finestrino o non ti distruggano le pale, perché sarebbe la fine. Oggi la tecnologia consente al pilota da remoto di starsene sul balcone dell’albergo a Solda, mentre il drone è in cima all’Ortles a scattare foto mozzafiato che la sera saranno pubblicate sui social. Sa cosa sono? Sono dei criminali che non si rendono contro dei rischi a cui espongono chi come noi vola ogni giorno per lavoro». Marco Kostner - pilota dell’Aiut Alpin Dolomites con alle spalle migliaia di ore di volo nelle situazioni più difficili - usa parole dure. L’obiettivo è solo uno: far capire che il drone - un gioiellino ad alta tecnologia, prezioso oltre che per la documentazione fotografica nelle zone più impervie anche per le operazioni di ricerca - non è un giocattolo, ma un apparecchio che può sfrecciare a 70-80 chilometri all’ora e può pesare da pochi grammi a diversi chili.

I rischi. «Sono sempre di più, sempre più grandi e sempre più veloci - insiste Kostner - e per noi rappresentano un grosso problema. La normativa c’è, ma sono troppi ormai coloro che se ne infischiano anche perché chi va a controllare il drone che vola a 3.000-4.000 metri? Non fai in tempo a segnalarlo che è già sparito all’orizzonte. Un mese fa, in Svizzera, il pilota di un elicottero si è salvato miracolosamente con un atterraggio di emergenza, dopo che un drone aveva centrato il velivolo».

Sul sito del Soccorso alpino dell’Alto Adige c’è un video fatto ad hoc per spiegare cosa succede quando si “gioca” coi droni; un video molto simile a quello mandato in onda dalla Bbc.

«È uno strumento - spiega Giorgio Gajer, presidente provinciale del Soccorso alpino del Cai - che può aiutare nella ricerca di dispersi, trasmettere immagini per esempio di una valanga o di una frana; trasportare materiale salvavita in zone impervie, ma come tutte le cose vanno usati con grande attenzione, perché il rischio che possano finire contro un elicottero, un aereo o una persona è molto alto».

L’istruttore. Le forti preoccupazioni sia di Kostner che di Gajer sono condivise da Davide Bucci, giornalista bolzanino oggi istruttore di volo ed esaminatore Apr (aeromobile a pilotaggio remoto) presso il “Centro Addestramento Apr ” Italfly di Trento, riconosciuto dall’Enac. «Prima o poi - dice - ci scapperà l’incidente grave: solo dopo si capirà che il drone è un’apparecchiatura che può essere utilizzata in diversi campi, purché venga maneggiata con grande cura. Capisco perfettamente i timori dei piloti di elicotteri e aerei, perché anch’ io volo con entrambi i velivoli. La legge italiana è la più restrittiva in questo campo, ma ci sono in giro troppi irresponsabili che non si rendono conto dei rischi a cui espongono gli altri e se stessi in caso di eventuali richieste di risarcimento danni per incidenti».

Le regole. La legge considera i droni - ad eccezione di quelli al di sotto dei 300 grammi che comunque devono essere registrati e assicurati - a tutti gli effetti degli aeromobili e anche per il pilota da remoto è previsto il conseguimento della patente. «Il corso base - spiega Bucci - è articolato in 16 ore di teoria e 5 ore di volo, quindi bisogna sostenere un esame teorico e pratico. Il pilota da remoto deve avere sempre il drone in vista per poterlo controllare - può essere ad una distanza massima di 500 metri e ad un’altezza massima di 150 metri - e bisogna stare ad una distanza minima di 150 metri dai centri abitanti. Se vuoi sconfinare serve un’ulteriore abilitazione che significa effettuare un ulteriore corso».

Precauzioni ignorate dal ragazzino che pilotava il drone finito l’altro pomeriggio contro la grondaia del Municipio: «Se centrava qualcuno - commenta il sindaco Renzo Caramaschi - lo ammazzava. Verrà multato e spero che ai genitori facciano pagare anche i costi dell’intervento dei pompieri, per recuperare con l’autoscala il velivolo hi-tech rimasto incastrato».