I cuori di Bolzano per Red «Grazie, sono tornato»

Il bassista e cantante dei Pooh in concerto a 50 giorni dall’operazione all’aorta Gremito il Teatro Cristallo: «Emozione indimenticabile, questa città è speciale»

di Alan Conti ; di Alan Conti

BOLZANO. Sarà anche retorico, ma il cuore non è per niente facile gestirlo. Domarlo, controllarlo, persino ascoltarlo: bisogna avere sensibilità. Dosare l’emotività e inseguire i sogni cavalcando i sentimenti: c’è tutto questo dietro il simbolo grafico dell’amore più famoso al mondo. Red Canzian ha sempre saputo toccare le corde delle passioni come quelle del suo basso ma nel concerto dell’altra sera davanti a un Teatro Cristallo gremito il cuore è diventato anche una sfida vinta. Solo 50 giorni fa, infatti, il cantante dei Pooh è stato operato all’aorta. Tanta paura, ma sempre affrontata con un sorriso invidiabile. «Appena terminata l’operazione ho subito messo in chiaro che io volevo essere sul palco per il concerto dell’altro giorno».

Immaginiamo la faccia dei medici.

«Occhi sgranati, ma lentamente hanno capito che si trattava di una conquista importante per me e hanno cominciato a sostenermi per primi. Al Cristallo c’erano tutti in platea. Per condividere con me questo momento e poi, oh, non si sa mai. Metti che ne avevo bisogno».

Il pubblico di Bolzano l’ha ricoperta d’affetto.

«Vero. C’erano anche molti amici e appassionati dal resto d’Italia, ma questa città mi ha sorpreso in positivo ancora una volta. Spesso si dice come la gente qui sia fredda, ma tutti hanno tutti cantato e trasmesso un’intensità commovente. Quando l’intera platea ha esibito un cartello con un cuore disegnato e una frase stupenda sono rimasto senza fiato. Non è un caso, insomma, se la moglie sono venuta a scegliermela da voi».

Beatrix Niederwieser. Che ruolo ha avuto in questi giorni?

«Fondamentale, una colonna. C’è una canzone intitolata Tu ci sei che è dedicata a lei e al suo appoggio in questo periodo di arresti domiciliari in ospedale. Naturalmente ora la canto con un’emozione in più».

Ce ne sono altre?

«Sì, Il Boxeur è un pensiero a mio papà Giovanni. In gioventù faceva il pugile e gli è accaduto di tutto. Difendendo i miei sogni io difendo anche i suoi. È importante».

Sul palco c’erano anche i suoi figil.

«Sì, è stato emozionante cantare con Philipp e Chiara. Mi permetta di fare un applaquso anche ai 12 giovani del Conservatorio che mi hanno accompagnato in alcuni brani. Talenti impressionanti. Poi devo dire grazie per tutto questo ad Alex Podini, Agostino Accarrino e Lukas Insam. Tutti, nel loro ruolo, fondamentali».

Lo spettacolo in sè, comunque, ha catturato una pioggia di applausi.

«Io cerco di far divertire il pubblico attraverso i successi italiani dal 1951, quando sono nato, ai giorni nostri. Da Grazie dei Fiori a Tuttifrutti o Love Me Tender.».

Azzarderemmo uno spettacolo “di cuore”.

«Assolutamente. E ora siamo anche sicuri di poterlo fare tutto emozionandosi al massimo e senza risparmiarsi. Tanto regge».

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