il consigliere comunale paracadutato 

Il colpo: da «Bolzanistan» a Roma Maturi eletto con la Lega in Lazio 

BOLZANO. Filippo Maturi onorevole. La sorpresa di queste elezioni si chiama così. Il leghista, 33 anni, è stato eletto alla Camera. Ieri la conferma in base all’attribuzione dei seggi da parte del...

BOLZANO. Filippo Maturi onorevole. La sorpresa di queste elezioni si chiama così. Il leghista, 33 anni, è stato eletto alla Camera. Ieri la conferma in base all’attribuzione dei seggi da parte del Viminale, anche se manca l’atto ufficiale. A modo suo, un paracadutato, perché era stato candidato dalla Lega nel listino proporzionale Lazio 2/01 al secondo posto, dopo Barbara Saltamartini, pluricandidata, eletta nel Lazio 1/02. A quel punto Maturi è scalato di un posto e si è aperta la porta di Montecitorio. Maturi era in corsa anche nel listino del Trentino Alto Adige. A sorpresa, pochi giorni prima del voto era trapelata la sua candidatura laziale, grazie alle quote nelle liste riservate da Salvini ai Giovani padani, di cui Maturi, salviniano doc, è commissario provinciale. E così insieme a Michaela Biancofiore (Forza Italia), eletta nel collegio Piacenza-Parma–Reggio Emilia, il centrodestra altoatesino avrà due deputati. E poi c’è Maurizio Cattoi, l’ex ufficiale altoatesino del Corpo forestale eletto con il M5S nelle Marche. Una piccola delegazione «esterna», che si affianca alla squadra tutta autonomista eletta in Alto Adige. Consulente legale, socio di una società di comunicazione e una società di prodotti tipici, Maturi è consigliere comunale (il secondo del gruppo leghista con 289 preferenze). E ieri in consiglio comunale, dove intende restare, Maturi è entrato come neo deputato. Non mancano i malumori in un gruppo tutt’altro che compatto. Così Maturi dopo la notizia.

Ha avuto l’opportunità di candidarsi nel Lazio e l’ha afferrata. Immaginava quindi la possibilità di essere eletto?

«Veramente speravo che il nostro territorio avesse parlamentari del gruppo italiano. Visto come si è comportato il Pd locale, ben venga la mia elezione in Lazio. Ho fatto la mia campagna elettorale in Alto Adige, perché questo è il mio territorio e ho lavorato per Salvini, non per la mia poltrona».

Gli autonomisti trentini hanno fatto flop e da lì arriverà un gruppone di parlamentari del centrodestra. Da leghista difenderà l’autonomia?

«Il principio dell’autonomia è nel dna della Lega, declinato in diversi modi dai segretari che abbiamo avuto. Tutelerò al massimo la nostra autonomia e lo considero un modello da estendere come premio per la buona amministrazione».

Su facebook appare con outfit da dandy, poi si è inventato la foto con elmetto militare per difendersi a «Bolzanistan». Come onorevole diventerà più serio?

«Avevo l’elmetto ma niente armi. Più che come guerrigliero, mi presentavo come reporter di guerra da una città che la giunta Caramaschi ha fatto sprofondare nella guerriglia quotidiana. Comunque mi considero una persona più che seria. Il nostro gruppo in consiglio comunale è il più attivo, basta contare le mozioni che presentiamo».

Sull’allarme stranieri avete fatto il pieno di voti.

«Perché è un problema. Nel programma della Lega il tema immigrazione occupa solo una parte. Poi parliamo di lavoro, pensioni, tasse». (fr.g.)

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