IL CASO

Informazioni da forze dell'ordine a investigatori privati, il procuratore: «Ricadute pesanti»

Il procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi, commenta l'indagine del nucleo investigativo dei carabinieri di Trento che vede nove arresti e sette denunce, con il coinvolgimento dell'agenzia Delmarco, con sede a Bolzano, e la Matrix, di San Martino Buon Albergo, nel veronese.

TRENTO. Secondo le accuse l'investigatore privato titolare della Delmarco - agenzia investigativa che opera a Bolzano, Merano, Bressanone e in tutto l'Alto Adige - avrebbe chiesto agli ex colleghi ancora in servizio nelle forze dell'ordine di entrare nei sistemi informatici per avere informazioni su persone che erano antagoniste o avversarie processuali di suoi clienti in cause civili, ad esempio di divorzi o separazioni. Nel corso di una perquisizione a casa di una donna che aveva in essere una causa di separazione è stata inoltre trovata anche una 'cimicè, situazione che potrebbe fare pensare a qualche sorta di intercettazione illegale, poiché non autorizzata dall'autorità giudiziaria. Tra gli arrestati un finanziere bolzanino, una coppia, marito e moglie, facenti parte della Polizia di Stato di Bolzano; denunciato, inoltre, un altro finanziere del capoluogo. 

«Ci sono delle ricadute anche pesanti, perché con queste informazioni si può alterare il corso di un procedimento civile, ad esempio di separazione o di divorzio. Quindi c'è anche una sorta di frode nei confronti della giustizia, perché poi il giudice valuta sulla base di due pesi della bilancia che sono assolutamente squilibrati». Questo il commento alla vicenda del procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi. «E' stata un'indagine delicata, proprio perché dovremmo tutti essere dalla stessa parte e invece in questo caso abbiamo dovuto acclarare una situazione di condotta corrotta», ha commentato Andrea Oxilia, comandante del nucleo investigativo provinciale dei carabinieri di Trento. «Vogliamo fare pulizia all'interno e se ci sono delle mele marce devono essere eliminate» ha aggiunto il colonnello Luca Volpi, comandante provinciale dei carabinieri di Trento.