Köllensperger si è messo in proprio 

Lascia il M5S, si dimette dal consiglio provinciale e fonda una lista civica: «Per cambiare bisogna sfondare tra i sudtirolesi»

di Francesca Gonzato

BOLZANO. Paul Köllensperger solleva il panno giallo e scopre il logo. È il debutto del «Team Köllensperger» per le elezioni provinciali e l’addio al Movimento 5 Stelle. Indiscrezioni tutte confermate, lo strappo è arrivato. Köllensperger lascia il movimento, fonda una lista civica «con il mio nome» e si dimette dal consiglio provinciale, come gli chiedono di fare le regole del M5S. In questi giorni presenterà le dimissioni dal Consiglio, arrivato alle ultime sedute (prima dei non eletti è Maria Teresa Fortini). Il M5S annuncia: «Avremo la nostra lista». Ieri la presentazione di Köllensperger al Circolo della stampa, con alcuni dei primi compagni di avventura. La sua decisione, preparata da tempo, è stata comunicata alla vigilia a Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio.

Lista e programma nelle prossime settimane. La scommessa è di «offrire una alternativa agli elettori per cambiare». La sua idea di politica è «liberale, indipendente, imparziale». E per cambiare, bisogna entrare nella stanza dei bottoni. «Puoi farlo solo se conquisti una fetta di elettorato sudtirolese», spiega. Nei giorni scorsi lo raccontava: non gli interessano altri cinque anni all’opposizione. Mestiere nobile, «ma in questa provincia bisogna cambiare il sistema Svp».

Il punto è tutto qui. Ne ha discusso e ridiscusso per mesi con i leader del Movimento 5 Stelle: «Il movimento è molto “italiano”, non riesce a sfondare nelle valli. Ma è questo che serve, una base forte tra i sudtirolesi. Ho girato in lungo e in largo la provincia durante il referendum costituzionale: centinaia di persone mi hanno detto che serve una alternativa». Ai leader del M5S ha chiesto più flessibilità rispetto alle regole del movimento, «ho presentato varie proposte». Non è arrivato il sì. La scelta era restare nel movimento con sicura rielezione o provarci. «Nella vita arriva il momento di agire», dice. Nella corsa al salto sul carro dei vincitori, l’imprenditore bolzanino del settore informatico, eletto nel 2013 con 1.334 preferenze (7100 voti alla lista, il 2,5%) scende. «Almeno diranno che non sono un opportunista». Con il Movimento 5 Stelle assicura che i rapporti sono ottimi, «non dirò una parola contro di loro». La consigliera meranese Francesca Schir conferma che è così: «Ci siamo salutati con stima». Entrambi dicono: «Speriamo di ritrovarci a breve». Lo schema di gioco è questo, ammesso dallo stesso Köllensperger, tanto che qualcuno arriva a immaginare una strategia consensuale: «Spero che dopo le elezioni di ottobre potremo fare qualcosa insieme. Mi sono visto davanti questo film: una alleanza Svp-Lega e noi del Movimento 5 Stelle spettatori. Vorrei scongiurare questo finale. Almeno ci avrò provato». E come? «Se il Movimento 5 Stelle eleggerà due consiglieri italiani, come credo possibile, ci si potrà giocare una svolta. E magari io potrò collaborare, sostenere, perché di certo non sarò in giunta, la Svp non ha bisogno di assessori di lingua tedesca. È questa la proposta che ho fatto a Di Maio». Una divisione di campo quindi. Il M5S radicato tra gli italiani. Più sudtirolese il «Team Köllensperger», svincolato dalla regole del movimento su candidature e limite dei mandati. Di lingua tedesca sono i sostenitori presenti ieri, dall’ex verde Siegmund Kripp (sono un liberale come Paul»), all’ex sindaco di Sluderno Erwin Wegmann, passato dalla Svp a una lista civica («serve una alternativa non ideologica alla Svp»). Unico italiano finora in campo, il sindaco di Vadena Alessandro Beati («usciti dal segreto, iniziamo a cercare candidati»). Köllensperger ha «battuto» le liste civiche e molto il mondo dell’economia. Tra gli amici che lo aiutano, il manager Zeno Kerschbaumer e il commercialista Armin Toll. Alcuni si candideranno, altri no.

©RIPRODUZIONE RISERVATA