La concessione 

Kompatscher da Giorgetti: «A22, nodi irrisolti»

BOLZANO. «Questi sono i nodi che ancora dividono l’A22 dalla firma per la nuova gestione trentennale»: l’elenco è stato presentato ieri dal presidente Arno Kompatscher a Giancarlo Giorgetti,...

BOLZANO. «Questi sono i nodi che ancora dividono l’A22 dalla firma per la nuova gestione trentennale»: l’elenco è stato presentato ieri dal presidente Arno Kompatscher a Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. L’incontro è avvenuto a Milano, dove Giorgetti era impegnato nella seduta del consiglio federale della Lega. Oltre a Kompatscher erano presenti il presidente trentino Maurizio Fugatti e il sindaco di Verona Federico Sboarina. Perché un incontro con l’influente sottosegretario leghista? La trattativa sull’affidamento della gestione A22 a una nuova società in house dei soci pubblici da mesi è arenata attorno ad alcuni punti su cui non si trova un accordo né con i tecnici ministeriali né con il ministro Danilo Toninelli. «Dove non arrivano i funzionari, potrà fare qualcosa la politica», è stato detto pochi giorni fa al termine dell’ennesima seduta tecnica, ma nemmeno il rapporto con Toninelli funziona. Ecco allora l’asse con Giorgetti, su cui spingono le amministrazioni con la Lega al governo, come Bolzano, Trento e Verona. «È stato un incontro solo interlocutorio e non ci aspettavamo nulla di più», riferisce Kompatscher, «Giorgetti ha preso nota dei punti che gli abbiamo presentato e ci ha suggerito di documentare bene le nostre richieste». Dalla discussione è uscito ormai il tema degli extraprofitti, gli utili accumulati e non investiti dopo la scadenza della concessione nel 2014: lo Stato ne chiede il trasferimento, la A22 e diversi soci pubblici hanno presentato ricorso. Deciderà il Tar. Necessario invece trovare un accordo sulla governance della società (il presidente verrà nominato dallo Stato, i territori chiedono di partecipare alla scelta). E ancora non c’è il via libera statale sugli 800 milioni di investimenti sui territori, che dovrebbero essere finanziati attraverso le tariffe.