BOLZANO

La morte misteriosa del gattopardo Chiku a Semproniano

Il veterinario: «Fino alla sera prima stava benissimo e aveva il mantello lucido» Non si esclude che avesse nostalgia di casa ma c’è attesa per l’esito dell’autopsia

di Alan Conti

BOLZANO. È stata una vita ricca di sorprese e misteri quella di Chiku, il gattopardo trovato nel febbraio dello scorso anno a girovagare poco lontano da un maso in val d’Ultimo. La sua morte nel centro recupero animali selvatici di Semproniano in provincia di Grosseto - misteriosa secondo alcuni e del tutto naturale secondo altri - è solo l’ultimo tassello di una vita tutt’altro che banale e scontata. Il gattopardo è stato trovato morto nell’area faunistica dove viveva e dove avrebbe dovuto avere (almeno nelle intenzioni) una vita più dignitosa di quella che gli garantiva la famiglia di altoatesini che l’aveva adottato. Peccato che sia durata poco più di un anno. Chiku, comunque, non era vecchio e tantomeno era malato. All’improvviso, però, è morto.

Il gattopardo Chiku lascia Bolzano per Grosseto

Di una specie originaria dell'Africa era detenuto da un privato nel meranese. E' stato sequestrato dal Servizio forestale della Provincia in Val d'Ultimo. Qui le immagini del suo trasferimento dal Canile sanitario Sill verso il centro di recupero di animali esotici di Grosseto. (Foto: Acero) L'articolo

Al centro di Semproniano ieri c’era poca voglia di parlare. «L’animale non era vecchio e non presentava particolari problematiche» spiega Marco Aloisi. «La sua morte, dunque, è un mistero anche per noi. In ogni caso tutte le informazioni sono in mano alla procura di Bolzano. L’autopsia che sarà eseguita dall’istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana chiarirà le cause del decesso». Quando sarà effettuata? «Lo deciderà la Procura, noi per ora non possiamo dire nulla di più». Nei mesi scorsi nel centro di recupero non era stato autorizzato l’ingresso dei giornalisti per documentare le condizioni di vita Chiku e non erano mai state diffuse fotografie dell’habitat che ospitava il gattopardo. Quel che è certo, comunque, è che secondo la relazione del veterinario l’animale «fino alla morte non ha presentato alcuna sintomatologia clinica di patologie in atto risultando in buone condizioni fisiche con il mantello lucido e spiccata attività motoria».

Il gattopardo, in ogni caso, era costantemente monitorato e sottoposto a controlli ed analisi. Diversi cittadini ed animalisti hanno criticato duramente la gestione del caso Chiku. Qualcuno aveva ipotizzato che il felino potesse avvertire, in qualche modo, nostalgia di casa e dell’ambiente in cui era cresciuto dando anche qualche segno di aggressività. In occasione del ritrovamento, infatti, era stato stabilito come il gattopardo avesse ucciso da poco un gatto dopo essere scappato dall’abitazione del suo proprietario Herbert Raich. In occasione del dibattimento in tribunale sul caso della custodia e del riaffido del gattopardo in aula era andato in scena uno scontro tra periti. I legali avevano anche ascoltato le considerazioni di Mircea Pfleiderer, considerata la massima esperta di gatti sul territorio. Fu lei, infatti, a sostenere come Chiku fosse inequivocabilmente un serval (un gattopardo) risalendo anche all’allevatore. Il proprietario, però, si è sempre difeso sostenendo la tesi dell’origine meticcia dell’animale. Un acquisto fatto in Germania per una cifra attorno ai 20 mila euro. La normativa italiana classifica il serval come un animale selvatico e pericoloso e ne vieta, pertanto, la detenzione ai privati. Il tribunale ha cercato quindi di garantire a Chiku una vita nel miglior habitat possibile. A Semproniano, forse, è stato così ma solo per un anno. A dire l’ultima parola sarà l’autopsia.