IL TRAGUARDO

La nonna dell’Alto Adige ha compiuto 105 anni

La festa a Don Bosco. Giuseppina Zecchini si è trasferita a Bolzano dal Veneto a 14 anni

BOLZANO. La nonna dell’Alto Adige, Giuseppina Zecchini, la signora più anziana di tutta la provincia, lunedì ha compiuto 105 anni e li ha festeggiati nella casa di riposo Don Bosco dove vive da un anno e dove è stata coccolata dal personale tutto. Ha festeggiato stretta dall’affetto dei tre figli Ettore (79 anni), Renata (72) e Paolo (71) e dei tanti nipoti e pronipoti.

É sana come un pesce, prende solo una pastiglia al giorno per tenere sotto controllo la pressione, legge senza occhiali e fino a 100 anni andava a spasso per la città salendo e scendendo dai bus, senza problemi. Ha vissuto in famiglia fino a 102 anni, poi si è trasferita ad Appiano, in casa di riposo, per approdare come detto, un anno fa, a Don Bosco.

Giuseppina Zecchini, penultima di cinque fratelli, nasce il 10 giugno del 1914 a San Massimo in provincia di Verona. Sono anni tormentati, anni di guerra. Giuseppina cresce e frequenta le elementari, è molto brava in matematica, ancora oggi ricorda a memoria le tabelline, brava anche in italiano, manda a memoria parecchie poesie che recita ancor oggi. Quando ha 14 anni la famiglia le trova lavoro a Bolzano come baby sitter. Giuseppina saluta il suo paese, i genitori, i fratelli e va a lavorare.

Nel 1939 - a 25 anni - la signora Giuseppina Zecchini si sposa con Laerte Neri, falegname magazziniere al Genio militare di Fleres. Anni di lavoro per tutti e due, nei quali la famiglia cresce e nascono i tre figli. Dopo l’esperienza di Fleres il trasferimento a Bolzano. A 45 anni Giuseppina resta vedova e si trova a crescere da sola tre figli, solo il più grande - Ettore - ha 18 anni, gli altri sono minorenni. «Nostra madre andava a fare i lavori in casa e ci ha mantenuto così. La sua è stata una vita di fatiche continue ma non si è mai fatta piegare o abbattere...ha sempre rilanciato. Carattere di ferro e voglia di andare avanti sempre e comunque», raccontano i figlio. Fino a 100 anni si dava da fare in cucina con le tagliatelle fatte in casa. Poi i figli hanno detto basta. «Si lamentava - e sorridono - che le veniva mal di schiena».