Ladinser: subito la circonvallazioneper decongestionare Bolzano

Svp cittadina con Durnwalder: una priorità la galleria fino a ponte Campiglio. Il vicesindaco dice sì alle grandi opere e all'ipotesi di finanziamento da parte dell'A22

BOLZANO. «Durnwalder ha annunciato che chiederà all'A22 di finanziare il prolungamento della variante alla statale 12? Ben venga. L'importante è che da qualche parte arrivino i fondi per quella che come Comune riteniamo essere un'opera fondamentale per ridurre il traffico di attraversamento della città». Il vicesindaco Klaus Ladinser, che nei cinque anni precedenti aveva anche la competenza sulla viabilità, accoglie con favore la proposta del presidente della Provincia di chiedere un aiuto finanziario all'A22 per realizzare l'opera. «È stato fatto - ha spiegato il presidente dell'A22 Walter Pardatscher - anche in passato, ad esempio, per il primo tratto della MeBo o per la circonvallazione di Ora». Il co-finanziamento di "opere infrastrutturali complementari sul territorio di riferimento, anche urbane o consistenti in gallerie" è previsto dall'articolo 47 della finanziaria a carico del concessionario dell'A22 per il quale rimane comunque primario l'obiettivo del finanziamento del tunnel del Brennero e delle tratte di accesso. La disponibilità dei vertici di A22 c'è. Pardatscher, nei giorni scorsi, ha detto che la società è pronta ad investire nel territorio. Il momento dunque sembra propizio per migliorare la situazione viaria del capoluogo. L'impressione è che si stia creando un'asse Svp provinciale ed Svp comunale per risolvere il problema delle grandi opere. Del resto solo così Bolzano può sperare di vedere realizzato quello che al momento esiste solo sulla carta. Tutti i principali centri dell'Alto Adige, in questi anni, hanno ottenuto dalla Provincia i fondi, per realizzare circonvallazioni che portassero fuori il traffico. Tutti, tranne Bolzano.
Vicesindaco, qual è la priorità per quanto riguarda le grandi infrastrutture viarie?
«Sono due»
Partiamo dalla prima.
«Il prolungamento della variante alla statale 12. Il progetto prevede una galleria da San Giacomo a ponte Campiglio. Serve a ridurre gli attraversamenti della città che continuano ad essere un problema».
La seconda?
«Per completare l'opera serve anche la variante est. Il progetto prevede una galleria che intercettando il traffico che scende da San Genesio e da Sarentino arrivi fino ai Piani e di là si colleghi alla statale 12 o all'arginale. In questo caso la galleria sarebbe lunga 2,5 chilometri».
Effetti sulla città?
«I nostri tecnici ritengono che la variante est sotto Monte Tondo sia fondamentale per ridurre il traffico su via Roma, corso Italia, viale Trieste, viale Venezia, via Cadorna, via Fago, piazza Gries e via Vittorio Veneto. Su queste strade oltre alle auto abbiamo un carico di traffico pesante eccessivo».
I finanziamenti per queste due opere arriveranno?
«Ne sono certo. Anche perché in questo caso c'è l'intesa: le due gallerie sono previste dal Piano della mobilità approvato dal consiglio comunale».
In questo quadro sono previsti interventi anche sull'arginale?
«Nessun intervento: se si fanno le due varianti, la viabilità cittadina non ha bisogno di altro».
Non si era parlato di interramento dell'arteria che corre lungo l'Isarco per realizzare case nella parte di via Galilei vicina a ponte Roma?
«Non dal Piano della mobilità ma dal Masterplan. Si tratta semplicemente di un'ipotesi di tipo urbanistico».
E per quanto riguarda lo spostamento dell'A22 sotto la montagna?
«È uno degli obiettivi che ci siamo dati, ma non sarà realizzato sicuramente nel breve termine. Per noi, lo ripeto, in questo momento è prioritario lavorare sulle due varianti per liberare i quartieri dal traffico di attraversamento. Poi c'è il problema dell'ospedale».
In che senso?
«Negli ultimi anni l'area ospedaliera ha avuto una notevole espansione e la crescita è destinata a proseguire. Dobbiamo assolutamente migliorare il sistema degli accessi sia da est che da ovest».
E il tram?
«È una delle priorità».
Meglio il tram o il minimetro proposto dalla Leitner?
«Io sinceramente preferisco la soluzione tram».
Perché?
«Perché mi convince di più il tracciato e fino a quando qualcuno non mi convincerà del contrario, continuerò a sostenere il tram».
Il tracciato del tram corre lungo via Druso.
«Appunto. Quello del minimetro lungo l'Isarco. Ma lo scopo deve essere quello di offrire un mezzo di trasporto alternativo a chi abita sull'asse di via Druso. È lì che abbiamo concentrato vecchi e nuovi quartieri».

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