Lupi, la Svp punta sulle divisioni a Roma 

La Stella alpina scommette sulla Lega in funzione anti-M5S

di Francesca Gonzato

BOLZANO. Se il ministro dell’Ambiente del Movimento 5 Stelle fa muro contro l’abbattimento di lupi e orsi, la Svp cercherà sponde nella Lega. L’assessore Arnold Schuler ha rilanciato ieri la strategia fissata domenica, dopo l’annuncio clamoroso (per velocità) del ministro Sergio Costa, che intende impugnare le due leggi approvate la scorsa settimana dai consigli provinciali di Bolzano e Trento. La fermezza del ministro sul tema degli abbattimenti è talmente chiara a Palazzo Widmann, che Schuler tra domenica e ieri non ha contattato il ministro e non ha intenzione di farlo: «Non chiamerò il ministro Costa. Tra l’altro la legge non è stata ancora pubblicata sul Bur». Schuler si muoverà invece a livello tecnico, chiedendo una trattativa con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Il canale politico verrà tenuto aperto con la Lega, schierata a fianco della legge: l’ha votata in consiglio provinciale a Trento e il sottosegretario Maurizio Fugatti ha criticato le parole di Costa, «siamo contrari alla impugnativa».

Il ministro Costa ha invece esortato le due Province a non andare allo scontro istituzionale sulla legge 162/18 «Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori. Attuazione dell'articolo 16 della direttiva 92/43/Cee». Invitate le due Province a ritirare le leggi, sul Corriere della Sera viene annunciato che Costa chiederà un incontro con i presidenti Kompatscher e Rossi. Se la sponda sarà la Lega, questa avrà anche il nome della ministra agli Affari regionali Erika Stefani. Ecco allora che rispunta la norma di attuazione, che ricadrebbe sotto la competenza della ministra: la Commissione dei 12 aveva licenziato nel luglio 2017 una norma di attuazione che ricalca i principi della legge. Il testo non era stato poi approvato dal Consiglio dei Ministri per il parere contrario del ministero dell’Ambiente. Le due Province potrebbero ripartire da lì, anticipa Schuler: «C’è una norma di attuazione ferma al governo. Vedremo cosa intende fare la Lega». Strategia confermata dall’assessore trentino Michela Dallapiccola, che nei prossimi giorni vedrà Costa: l’importante per noi è l’obiettivo, ha dichiarato, non ci interessa se lo raggiungiamo con la legge nuova, con una norma di attuazione o con una modifica a leggi esistenti.

Il provvedimento ha polarizzato favorevoli e contrari nella società civile e nella politica. La trasversalità è massima. Nel Consiglio di Bolzano il testo è passato con 25 sì, 3 no e 2 astensioni. Contrari i Verdi, astenuti Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore) e Andreas Pöder (BürgerUnion). Christian Tommasini (Pd) e Roberto Bizzo hanno votato a favore, mentre a Trento il Pd si è diviso: assessori favorevoli, consiglieri astenuti. A Trento il consigliere del M5S Filippo Degasperi ha votato no. A Bolzano Paul Köllensperger era assente dall’aula e si esprime così: «Per me è chiaro che la questione lupo va affrontata, ma è altrettanto palese che andava cercato un incontro con il ministro. Non averlo fatto significa che era una pura mossa elettorale. E io difficilmente posso sostenere che si usi il Consiglio per le proprie mosse elettorali». I partner di governo Lega e M5S, molto attenti ai rispettivi ambiti di influenza, avvieranno un braccio di ferro nel nome dei lupi e della Svp? Schuler difende la legge, rivendicando la competenza primaria della Provincia sulla agricoltura di montagna: «La direttiva Habitat prevede la conservazione soddisfacente dei grandi carnivori: l’obiettivo, giusto, è stato abbondantemente superato». L’assessore annuncia l’istituzione di una commissione di esperti, che si incontrerà per la prima volta all’inizio di agosto «con docenti di fama internazionale per sviluppare nuove strategie e affrontare le sfide del settore con un approccio scientifico». La Lipu nazionale chiede invece l’annullamento delle leggi di Bolzano e Trento da parte del Consiglio dei Ministri: «È necessario agire perché questi provvedimenti, lesivi del diritto comunitario e nazionale, in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci, non producano i loro effetti sugli animali selvatici. Si consideri che la popolazione alpina di lupo versa tuttora in uno stato di conservazione negativo».

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