DOLOMITI

Messner; «Solo sull’Everest raffiche così» 

Il Re degli Ottomila ha vissuto la tormenta a Castel Juval: «Mai vista qui una devastazione del genere»

di Paolo Campostrini

BOLZANO. “Ora sappiamo. Ora non possiamo più fare finta di nulla. Milioni di alberi uccisi, i boschi che non ci sono più. Adesso possiamo avere una voce, usiamola”. Reinhold Messner guarda a quello che resta dei suoi alberi dopo il finimondo. "E' stato il vento da sud - dice sommessamente - un vento che non è mai arrivato fin qui, a Juval. Erano piante antiche, enormi. Pensavo durassero in eterno. E invece a quel vento non erano allenate...”. Dice “allenate” il grande scalatore. Che l'altra notte ha anche temuto che il tetto del suo castello venisse scoperchiato dalle raffiche. Vuol significare che è successo qualcosa di mai accaduto. A cui neppure la natura era preparata. Come tutti noi. E dunque? “Faccio un appello a Salvini. E anche a Di Maio. Loro sanno che non potranno attuare tutte le cose che hanno promesso. Ma una possono farla: unire tutti gli stati europei per una grande battaglia contro il cambiamento climatico. Iniziando dall'Italia. Ora o mai più. Questa deve essere la promessa da mantenere”.

Perchè dice "ora sappiamo"?

"Prima della tempesta potevamo anche illuderci che il cambiamento climatico fosse una questione lontana. Gli tsunami, le inondazioni. Tutto altrove. Ora non più. Abbiamo visto. C'è il nostro panorama che non sarà più quello di prima. I boschi del Latemar spariti, abbattuti. Finalmente, e lo dico con enorme amarezza, abbiamo toccato con le nostre mani. Ma ho paura..."

Di che che cosa, Messner?

"Che la gente non cambi. Temo che tra due o tre giorni, magari con il sole e la neve , le persone dimentichino in fretta. Per questo è necessario che sia la politica a reagire. Che usi i suoi strumenti, anche di propaganda, per dire che non c'è più tempo".

Quanto ne resterebbe?

"Bisogna capirsi sui parametri. Ne resta pochissimo perchè quello che accade possa essere reversibile. Poi possiamo anche accettare che il nostro mondo non ci sia più. Che sia un'altra cosa. Ma non sappiamo cosa e che cosa ci faremmo noi in un mondo così. E se persino i grandi alberi non avevano ancora imparato a difendersi dai nuovi venti, pensi noi...".



Lei sapeva ma lo prendevano per apocalittico.

"Guardi, io ho iniziato ad andare in montagna anni fa. Bene, tra gli anni '50 e i '90 si staccava qualche pezzo di roccia ogni due-tre anni. E piccolo. Negli ultimi dieci-quindici crollano intere pareti ogni anno. Una accelerazione paurosa. Ecco, non è bastato tutto quello che sta accadendo alle Dolomiti, basterà ora, dopo che anche gli abeti sono crollati?"

E perchè è acceduto alle rocce?

“Il clima. Mai avuto estati così calde. E pure inverni. Si disfa il permafrost, spariscono le resistenze tra roccia e roccia anche negli strati profondi. E tutto diventa friabile. I contorni di alcune cime sono stravolti, il panorama cambiato per sempre. E adesso i boschi”.

Perchè pochi reagiscono, anche tra gli Stati?

“Sembra sia stata applicata una enorme sordina. Pensavamo che il problema fosse il turismo di massa, l'assalto alle montagne. E' peggio. E' il mondo, è l'atmosfera che sono sotto attacco. In America bruciano i boschi, ogni estate la California è in fiamme. E anche la Spagna, la Grecia. Stiamo attenti anche noi...”.

A che cosa, al fuoco dopo la pioggia?

“E certo. Se non riusciremo a togliere in tempo tutti quei milioni di alberi sradicati, questa estate le intere Dolomiti e le Alpi saranno a rischio roghi. Come fossero boschi di fiammiferi”.

Ha parlato di America, prima...

“Trump ha enormi responsabilità. E nulla mi toglie dalla testa che siano stati gli assalti informatici russi a metterlo dove sta. E che anche l'Europa così com'è non vada bene alle due vecchie superpotenze. Più facile spartirsi il mondo se l'Unione si disgregasse come sembrano volere tutti questi governi sovranisti come in Austria, in Ungheria e ovunque”.

Ma anche Salvini...

“Sì, lo so, lui dovrebbe essere il più sovranista ma è anche ambizioso. Mi appello a lui perchè faccia reagire prima il governo italiano e poi anche gli altri governi europei per una guerra al cambiamento climatico che sarebbe la vera crociata di questo millennio. Tutti gli europei dovrebbero essere d'accordo e insieme fare pressioni sui grandi del pianeta".

E il suo Castel Juval?

“La casa ha retto ma tutto intorno è una devastazione. Quei venti solo sull'Everest li ho vissuti. Ma lì non ci sono questi alberi, che pure potrebbero reggere secoli se non si trovassero anche loro in mezzo a qualcosa che non c'era, che non c'è mai stato. E se non erano allenati loro figuriamoci noi...”.