Muser ai giovani: scendete in strada e datevi da fare 

Il presule: è ora di impegnarsi in prima persona per una società giusta e solidale E ribadisce: «Il vangelo ci obbliga a schierarci contro egoismi e populismo»

BOLZANO. Ivo Muser sta fermo nella sua trincea di testimonianza. E non cambia le sue parole di “prima del voto”. Infatti dice: «Il Vangelo si schiera. Per cui non scappiamo dalle nostre responsabilità, non facciamoci prendere dalla delusione. Sempre, ogni giorno. I cristiani continuino a scegliere la via della dignità umana, dell'accoglienza e della solidarietà».

E il vescovo scuote anche i giovani: «Alzatevi dal divano! Come disse il papa a Cracovia. Su, c'è bisogno di voi, non delegate agli adulti, non lasciate fare. Ma fate...». Ecco la chiesa di Muser: dentro la società. Per cui anche nella sua lettera pastorale ai giovani della diocesi, presentata ieri in curia e “spedita” a tutte le sue parrocchie, il vescovo scuote le coscienze.

Speranza e coraggio, dignità, solidarietà, iniziativa personale sono i capitoli della sua pastorale giovanile: «Abbiate coraggio, osate, siate voi la chiave del cambiamento come chiede Don Bosco. Non concedete spazio alla disperazione».

E dunque alle difficoltà, ai dubbi e alle vertiginose contraddizioni dell'età, per arrivare a camminare con equilibrio. Alla generazione dei presunti "sdraiati" (come il titolo del libro di Michele Serra) la chiesa chiede di non starsene a casa o al telefonino ma di non lasciar fare al mondo degli adulti. Per i quali Muser non cambia la sua ricetta sociale e non solo ecclesiale. «Le elezioni? Per fortuna la Chiesa di oggi non entra più direttamente nelle questioni che riguardano i partiti - sorride - ha imparato a dividere tra Stato e fede. Ma - e qui scandisce le parole - quello che ho invitato a fare prima, per un voto responsabile, dico anche adesso: scegliete, abbiate come faro le parole del Vangelo. Perché il Vangelo prende posizione, non si rifugia nella disperazione e nell'abbandono delle responsabilità...».

Muser non parla dell'avanzata dei populismi, men che meno della confusione post elettorale dalla quale pare non intravvedere alcun spiraglio di soluzione possibile, ma di quello che i cristiani possono fare, sì: «Ciò che ho scritto ai giovani dico anche agli adulti: non delegate, vivete secondo coscienza, non fatevi prendere da possibili delusioni per fuggire dalle responsabilità». Ecco la speranza: poter comunque incidere, dare testimonianza anche attraverso le scelte nel quotidiano che, alla fine, si fanno politica. «Oggi più che mai tutti noi abbiamo bisogno di solidarietà, di tolleranza verso il diverso, di rispetto degli altri», insiste.

E dagli occhi traspare il non detto: via dall'insulto, anche in politica, dalle ricette facili che sembrano poter risolvere tutto con un colpo di piccone senza tener conto delle diversità di ognuno. Tanto che uno dei passaggi più chiari della sua lettera pastorale rivolta alle nuove generazioni è questa: «Non accontentatevi che siano i governanti o coloro che detengono il potere a risolvere i problemi, ma approfittate delle occasioni che vi si presentano oggi. Con il vostro comportamento - scrive Muser - potete favorire uno sviluppo economico equo e degne condizioni di vita, che assicurino un futuro non solo a noi ma anche alle generazioni future. Vivendo così non realizzate soltanto voi stessi, ma date una forma profondamente cristiana alla società».

Dunque i valori non recedono e neppure gli orizzonti cui tendere. Sono gli stessi che avevano condotto, pochi giorni prima delle elezioni, il vescovo a sollecitare di esprimere nel voto i principi del Vangelo. E che adesso vengono resi espliciti nella pastorale giovanile, ma implicitamente altrettanto chiari anche per il mondo degli adulti: «Non scappate anche di fronte ad una possibile delusione, di qualunque genere essa sia...».

È il “non abbiate paura!” di papa Giovanni Paolo che ritorna, con inflessioni forse meno icastiche ma che indirizzano verso un impegno dei cristiani nella società che non deve venir meno. Soprattutto oggi. (p.ca.)