Nomi, Durnwalder scrive a Fitto"Sì al bilinguismo, no alle invenzioni"

Sì al bilinguismo nei cartelli, no alla traduzione di nomi storici con quelle che vengono definite «le invenzioni di Tolomei». E’ questa l’idea del governatore Durnwalder per il rifacimento della segnaletica, come scrive in una lettera indirizzata al ministro Fitto

BOLZANO. «La lettera per il ministro Fitto è pronta ma non l’ho ancora inviata, perché devo fare le ultime correzioni». Sui contenuti il presidente della Provincia Luis Durnwalder è abbottonato: «È giusto che prima la legga il ministro». Ma si profila un’intesa sulla toponomastica? L’impressione è che le parti continuino a restare sulle proprie posizioni. L’intesa proposta dal ministro al presidente della Provincia prevede di sostituire, a partire da domani, una percentuale del 90% dei circa 36 mila cartelli già installati, con priorità per quelli deteriorati e vetusti. Il programma - così il ministro - verrà eseguito mediante la sostituzione annuale del 45% dei 36 mila cartelli, da completare entro e non oltre il 30 settembre 2012.
LA RISPOSTA. Cosa risponderà Durnwalder al ministro? «Che vogliamo dare un segnale concreto». Ovvero? «L’Alpenverein e non solo, è al lavoro. Stanno predispondendo i nuovi segnali bilingui. Ovviamente, non verranno riproposte le invenzioni di Tolomei: si torna ai nomi storici originali. Ci saranno invece le indicazioni malga, lago, montagna, fiume». I nuovi cartelli bilingui saranno installati al posto di quelli solo in tedesco? «Come concordato prima che espoldessero le polemiche, si comincia con l’andare a sostituire i cartelli vecchi per l’usura. L’ho detto e l’ho ripetuto all’Avs che ha sbagliato a mettere indicazioni solo in tedesco. Sinceramente, non capisco perché Fitto se la prenda con me». E i cartelli nuovi solo in tedesco quando torneranno ad avere anche l’indicazione in italiano? «Non si può pretendere di fare tutto subito. Col tempo si risolverà ogni cosa, anche perché mi pare chiaro che non è possibile sostituire migliaia di cartelli in pochi giorni. Del resto, quale sarebbe l’alternativa: togliere tutte le tabelle nuove? Non mi pare il caso. Ci troveremmo, come succede in molte zone d’Italia, senza neppure un’indicazione».
IL DISEGNO DI LEGGE. Martedì il capogruppo Elmar Pichler Rolle depositerà il disegno Svp sulla toponomastica. Donato Seppi (Unitalia) sta già elaborando documenti voto di migliaia di pagine per impedire la discussione. Il disegno di legge prevede che siano bilingui i toponimi inseriti in leggi regionali o nello Statuto di autonomia (sostanzialmente si tratta di tutti i Comuni e delle frazioni). E gli altri? La soluzione proposta dalla Volkspartei è quella del sondaggio: l’uso delle denominazioni dei luoghi non disciplinati da legge regionale sarà determinato attraverso una rilevazione del servizio statistico provinciale. Come sarà effettuato questo sondaggio? A deciderlo sarà un’apposita commissione, la cosiddetta “consulta cartografica provinciale” nominata dalla giunta e composta da rappresentanti delle ripartizioni urbanistica, statistica, archivio provinciale, catasto e da un rappresentante del Consorzio dei Comuni.
MONDO ECONOMICO. Il senatore leghista Divina rilancia la proposta dell’assessore Hans Berger: «Creare una serie di pittogrammi (disegni schematici) che riguardino le mete definite (ruscello, malga, rifugio): così sarebbero comprensibili da chiunque». Soluzione questa che andrebbe bene anche a Christoph Engl. In alternativa il direttore di Alto Adige Marketing propone di mettere denominazioni bi-trilingui per indicazioni come cima, rifugio, torrente. Mantenendo inalterati i nomi storici. La Wirtschaftszeitung, il giornale presieduto da Franz Staffler, interviene sulla questione definendo inutile la discussione sui toponimi originari e quelli introdotti da Tolomei, in quanto, dopo tanti anni, ormai tutti fanno parte del patrimonio e della storia di questa terra. (an. ma)

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