Nomi, la Svp presenta la leggeA decidere sarà una commissione

Il capogruppo della Svp in consiglio provinciale, Elmar Pichler Rolle (nella foto), si appresta a presentare il disegno di legge provinciale sulla toponomastica. Non ci sarà il sondaggio per decidere i nomi tedeschi, ma una commissione paritetica

BOLZANO. La Svp cerca il dialogo sulla toponomastica, da sempre al centro di accese polemiche in Alto Adige, e propone con un disegno di legge l'introduzione di una commissione provinciale d'esperti per ''rilevare i nomi realmente in uso'', come ha spiegato il capogruppo in consiglio provinciale Elmar Pichler Rolle.

La Svp abbandona così definitivamente il no categorico ai 12 mila toponimi introdotti nel 1923 da Ettore Tolomei. ''Il criterio - ha detto Pichler Rolle - sarà il reale utilizzo dei nomi''. La parola dovrebbe perciò passare agli esperti che potranno avvalersi per il loro lavoro di varie fonti.

Sparisce infatti come unico criterio di rilevamento il sondaggio in loco, proposto in passato dal governatore Luis Durnwalder, e bloccato in consiglio dall'ostruzionismo italiano. ''Il nostro disegno di legge - sottolinea Pichler Rolle - non è una impostazione, ma un punto di partenza''.

Restano infatti ancora molti i punti da chiarire, come per esempio quello della composizione etnica della commissione d'esperti. ''Siamo disposti - ha detto - a dare ampie garanzie al gruppo linguistico italiano e discuteremo le proposte che arrivano dagli altri partiti''.

Un altro nodo da sciogliere è quello di definire il ''reale uso'' di un toponimo. ''Non ci sarà una percentuale a fissarlo, ma i criteri indicati dalle Nazioni unite'', precisa il capogruppo della Stella alpina.

''Attualmente - ha aggiunto - c'è molta confusione sulla questione, ma è arrivato il momento di risolverla una volta per sempre''.