Profughi, quota bolzanina scesa dal 77 al 39 per cento 

Da dicembre 2016 la percentuale di migranti ospitata in città si è quasi dimezzata Il picco a giugno 2017 con 922 richiedenti asilo. A marzo 2018 sono scesi a 636

di Davide Pasquali

BOLZANO. Da fine 2016 ad oggi il numero di richiedenti protezione internazionale ospitati in Alto Adige è via via cresciuto, mentre è andata diminuendo, in maniera significativa, la quota bolzanina sul totale degli accolti in provincia. Se nel 2016 Bolzano ospitava il 77% di tutti i migranti, a marzo 2018 siamo scesi al 39%. Lo dice Chiara Rabini, referente per i richiedenti asilo e i rifugiati del Comune.

Chi è in fuga. Nel 2015 circa 100 migranti al giorno sono transitati nel capoluogo e in particolare in Stazione (fermati dalle forze dell’ordine rimanevano alcune notti prima di ripartire). Sono stati sostenuti dalle associazioni di volontari. Nel 2016 nel periodo invernale/autunnale sono transitate in media mensilmente 300 persone (uomini, donne, minori) e 450/500 nel periodo estivo/primaverile. Nel 2017 al Brennero sono transitate tra 0 e 30 persone al giorno; a Bolzano 6/7 persone in settimana da sud verso nord sino all’estate (con un successivo calo) e da nord verso sud una media di 6 persone a settimana.

La quota dello 0,9%. La nostra provincia accoglie richiedenti protezione internazionale nell’ambito del sistema di riparto regionale nella misura dello 0,9% dei richiedenti asilo in Italia, che corrisponde alla percentuale degli altoatesini rispetto alla popolazione italiana totale. La quota di posti corrispondente allo 0,9% è variata da ottobre 2016 ad oggi da 1.470 a 1.930. Tra i principali paesi d’origine dei richiedenti ci sono: Nigeria 25%, Pakistan 17%, Gambia 10%, Bangladesh 8%, Mali 7%, Senegal 6%, Afghanistan 5%, Costa d‘Avorio 4%. A fine 2016 il sistema di accoglienza prevedeva 1.284 posti in 23 strutture di cui 10 a Bolzano (con l’apertura a novembre 2016 dell’ex-Alimarket che ha accolto anche i “fuori quota”) le quali ospitavano il 77% del totale delle persone richiedenti asilo a livello provinciale. Nel corso del 2017 il sistema di accoglienza ha ospitato tra 1.400 a 1.642 persone ospitate in 31 strutture. Delle 1.642 ospitate a fine 2017, 782 erano accolte a Bolzano in 10 strutture, altre 875 nel resto della provincia: Malles, Silandro, Rifiano, Merano, Tesimo, Appiano, Ora, Laives, Renon, Castelrotto, Ortisei, Barbiano, Funes, Chiusa, Bressanone, Prati di Vizze, Vandoies, Brunico, San Candido, Lana, Nova Ponente.

Gli ultimi dati certi. A marzo 2018 il numero complessivo di accolti nei vari centri in provincia è sceso a 1.625 con una riduzione a 626 a Bolzano. Con una importante novità rispetto agli anni precedenti, a settembre 2017 le Comunità comprensoriali aderiscono alla rete Sprar e presentano al Ministero domande di finanziamento per 223 posti che vengono approvati a fine dicembre 2017. Questi posti Sprar contribuiranno alla riduzione delle presenze nel capoluogo, accogliendo richiedenti asilo già presenti nei centri provinciali. Entro fine anno i comprensori dovranno attivare posti Sprar o Cas per i posti mancanti, che sono circa 400 (un Cas da 25 è stato ad esempio aperto i da pochi giorni a Barbiano).

Bolzano. Il sistema di accoglienza a fine marzo era costituito da 10 strutture (l’hotel Alpi è poi stato chiuso e le strutture sono così scese a 9). I centri sono gestiti da Provincia e Commissariato del governo. La Provincia ha incaricato della gestione operativa i seguenti enti: Caritas, Volontarius, River Equipe e da novembre 2017 Croce Bianca, Croce Rossa e Volontarius (quest’ultima fino a marzo 2018) su incarico dell’Agenzia Provinciale della Protezione Civile per la gestione dell’ex Alimarket.

L’emergenza. In città, spiega Rabini, la gestione ha un approccio di tipo emergenziale: grandi centri cittadini con circa 100/130 posti e un grande centro, l’ex Alimarket, dotato di 100/250 posti (con un picco a 370) il quale è stato utilizzato per far fronte all’inserimento dei fuori quota nel novembre 2016 e poi per rispondere all’aumento degli arrivi nei mesi di giugno-luglio 2017. Un approccio emergenziale che ha creato disagi per i richiedenti asilo, agli operatori e ai gestori, tensioni interne ed esterne, con necessità di inserire un servizio di vigilanza e controlli rafforzati, con ripercussioni sull’accettazione da parte della popolazione cittadina.

Bolzano: dal 77% al 39%. Fino a fine 2016 la città di Bolzano ha accolto nei centri cittadini la maggior parte dei richiedenti spettanti al territorio provinciale, il 77% a fine 2016, percentuale che è andata via via riducendosi nel corso del 2017 fino ad arrivare al 39% a marzo 2018. Il sindaco e l’assessore competente nell’ambito del Consorzio dei Comuni hanno esercitato una forte pressione, sin dall’agosto 2016, a favore di un’equa distribuzione e suddivisione delle responsabilità sul territorio provinciale ottenendo una riduzione della percentuale delle presenze cittadine su quelle provinciali. Riduzione dovuta da un lato all’apertura di centri provinciali nei Comuni e dall’altra alla decisione nel 2017 di adesione allo Sprar (come detto 223 posti Sprar approvati a fine dicembre 2017 dal Ministero degli Interni).

Le novità 2018. Ad inizio 2018 la quasi totalità dei comuni altoatesini (tranne 10) hanno deliberato all’interno dei loro consigli comunali a favore dell’accoglienza della loro quota e per la presentazione di progetti Sprar - anche in seguito all’accordo sulla finanza locale 2018 che prevede una penalizzazione sui finanziamenti (fondo per gli investimenti) in caso di mancata accoglienza. I 636 richiedenti asilo attualmente accolti nei centri bolzanini corrispondono circa allo 0,6% della popolazione cittadina. La quota che spetterebbe a Bolzano (circa 400 persone) corrisponde allo 0,4% della popolazione cittadina e al 2,6% della popolazione straniera residente (15.315 persone a gennaio 2017).

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