Provinciali, la battaglia delle preferenze 

Dalla Lega al Pd, fino alla Svp. Confermate le 14 liste, esclusi 3 candidati. Sorteggiati i simboli nella scheda elettorale 

di Maurizio Dallago

BOLZANO. Via libera a tutte le 14 liste che erano state depositate in vista delle elezioni provinciali del 21 ottobre prossimo. I candidati ammessi calano da 422 a 419, perché la Commissione elettorale centrale ne ha depennati tre. Oltre alla scelta scontata su Davide Bendinelli (Forza Italia) - candidatura voluta da Michaela Biancofiore per potere poi fare ricorso da subito al Tar (fino alla Consulta) e annullare le elezioni - non sono state dichiarate ammissibili quelle di Patrizia Gozzi (Verdi) e Stefan Taber (BürgerUnion). Gli ambientalisti intendono fare ricorso per la loro candidata. «Non si può venire esclusi per un piccolo errore formale», dice il consigliere Riccardo Dello Sbarba, mentre Andreas Pöder (BürgerUnion) afferma di non voler ricorrere per il candidato escluso dalla sua lista. Per la cronaca, nel 2013 le liste erano pure 14, con 424 candidati

LA SCHEDA ELETTORALE. Ieri la Commissione elettorale centrale presieduta da Irene Thomaseth (magistrato Corte dei Conti) e composta anche da Lorenza Pantozzi (giudice del Tar) e Massimiliano Segarizzi (magistrato ordinario) ha proceduto al sorteggio dell’ordine dei simboli sulla scheda elettorale, vedi il «fac simile» pubblicato in questa pagina.

PARTITI E PREFERENZE. Parte la campagna elettorale. Si cerca di entrare in consiglio ed in quasi tutti i partiti ci sarà una battaglia per le preferenze. Prendi Noi per l’Alto Adige. Si tratta innanzitutto di fare almeno un seggio. Non facile, ma possibile. Pieno o con i resti, quando potrebbero bastare anche 6 mila voti di lista. Scontato che in questo raggruppamento Roberto Bizzo non si lasci scappare l’occasione per essere rieletto, trovi Ennio Chiodi al primo posto, ma soprattutto Luigi Tava al terzo e Renato Stancher al secondo. Gli ultimi due potrebbero avere più preferenze dell’ex direttore del Tg3 e così, magari subentrare all’attuale presidente del consiglio provinciale, nel caso di una staffetta ipotizzabile a metà legislatura.

Oppure la Lega che punta a fare due-tre consiglieri, convinta che il vento tiri dalla sua parte e forte dei voti presi alle ultime politiche. Anche, se è sempre da ricordare come ogni appuntamento elettorale abbia rilevanza diversa. Tant’è. Capolista Massimo Bessone: il commissario altoatesino del partito di Salvini punta ad essere eletto. Si è messo al fianco la meranese Rita Mattei al secondo posto e il bolzanino Luigi Nevola al terzo. Ad indicare la strada per le preferenze, ma intanto Giuliano Vettorato, assessore comunale a Laives e il consigliere del capoluogo Carlo Vettori non nascondono di voler fare le scarpe a tutti ed a ribaltare la scelta della testa di lista. La partita è aperta. Come interessante si prospetta la gara interna ai verdi. Scontata la riconferma di Brigitte Foppa e Riccardo Dello Sbarba, si tratta di capire su chi confluiranno le preferenze un tempo di Hans Heiss che lascia il consiglio provinciale. Stante che per molti osservatori potrebbe esserci anche un travaso di voti dai Verdi al Team Köllensperger, nel caso di una riconferma dei 3 seggi la lotta sarà tra Hanspeter Staffler ed i bolzanini Laura Polonioli, Tobe Planer e Chiara Rabini. In Forza Italia, pur con tante candidature provenienti dalla periferia un eventuale seggio dovrebbe essere legato ad una partuta a tre tra Alberto Sigismondi, Antonella Biancofiore e Mario Vitale (capolista), con il primo che ha mantenuto la sua rete legata ad anni di attività politica.

Alessandro Urzì non ha rivali per l’Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia, come Andreas Pöder nella sua BürgerUnion. E il Pd-Le Civiche? Ottenere due consiglieri è il traguardo. Christian Tommasini sembra in vantaggio per il seggio sicuro. In caso di un secondo mandato c’è il meranese Andrea Casolari, senza dimenticare un esperto delle preferenze, come l’assessore comunale bolzanino Sandro Repetto.

Abbastanza scontata la riconferma per i tre di Südtiroler Freiheit, ovvero Sven Knoll, Bernhard Zimmerhofer e Myriam Atz Tammerle, mentre sarà interessante vedere all’interno di CasaPound se Maurizio Puglisi Ghizzi resterà davanti a Andrea Bonazza, anche se la possibilità per Cpi di fare un seggio è remota. Ma non impossibile. Diego Nicolini sembra il candidato M5S più accreditato per entrare in consiglio provinciale. In casa dei Freiheitlichen si punta a confermare i 6 seggi. L’impresa sarà difficile, con gli uscenti Ulli Mair, Walter Blaas, Sigmar Stocker, Tamara Oberhofer e Hannes Zingerle. Mentre in ascesa sono anche le quotazioni di Florian von Ach. Il bello sarà poi vedere chi saranno i signori delle preferenze nel Team Köllensperger, spauracchio per la Svp. Oltre al consigliere provinciale ex 5 Stelle, quotazioni in ascesa per Petra Priller (dipendente Caritas) e Erwin Wegmann, ex sindaco Svp di Sluderno. Arriviamo alla corazzata Svp. In via Brennero si punta ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, ovvero 18 consiglieri su 35. Impresa non facile, ma che potrebbe essere agevolata dal comportamento delle altre forze politiche di lingua tedesca. Cambio tra i consiglieri in carica o assessori, con figure storiche come Martha Stocker, Richard Theiner e Florian Mussner che non si ricandidano. Qui, la testa di lista è composta dal governatore Arno Kompatscher (vuole aumentare le 81 mila preferenze del 2013), dall’Obmann Philipp Achammer, dal ladino Daniel Alfreider e da Angelika Wiedmer. Poi tutti in ordine alfabetico. La lotta per le preferenze avrà ripercussioni sulla futura giunta provinciale. Così Arnold Schuler, Thomas Widmann, Waltraud Deeg, Josef Noggler e Maria Kuenzer se la giocheranno. Ovviamente sopra le 10 mila preferenze ciascuno.

LA FUTURA GIUNTA. Molto dipende dal risultato della Svp. Se ripeterà i 17 seggi del 2013, potrebbe allargare la maggioranza ad un partito italiano. Lega in primo luogo. Coinvolgere una seconda forza politica italiana legata al governo è scontato. Oltre al Pd (considerato alleato fedele). Ancora più spinta questa situazione se i seggi scenderanno a 16. Con la Stella alpina a quota-maggioranza assoluta, sarà tutto più difficile per i partner italiani. Ecco la vera necessità per questo gruppo: andare a votare per contare di più.