VIABILITA'

Sasa, ora si punta sull'elettrico

A luglio in funzione 5 «e-bus»: si ricaricano in dieci minuti al capolinea, i primi in Italia

BOLZANO. Le sfide per il prossimo futuro di Sasa riguardano l'elettrico.

Ci vorranno quindici anni perché tutta l'attuale flotta venga sostituita, intanto, però, Sasa ci sta dando dentro. Tra fine luglio e la fine dell’estate entreranno progressivamente in esercizio i primi cinque bus completamente elettrici. Saranno in assoluto i primi del genere in Italia. Perché di solito i mezzi elettrici si caricano di notte, impiegandoci ore.

A Bolzano, invece, per servire la linea 18 verso il parco tecnologico si useranno bus dotati sul tetto di un pantografo. Quando il mezzo sarà fermo al capolinea, un braccio esterno si collegherà al pantografo, sollevato, posto sul tetto e fornirà una carica al bus per permettergli di compiere in tranquillità un altro giro. Dieci minuti e si ripartirà. La colonna di ricarica veloce verrà predisposta alla stazione provvisoria delle autocorriere in fase di realizzazione in via Renon.

I vertici Sasa inoltre, con il supporto finanziario della Provincia, vedono come imminente un bando di gara per 38 autobus ibridi, diesel più elettrico. Costano più di un bus diesel di ultima generazione ma meno di un bus elettrico. Funzioneranno così: siccome dal punto di vista scientifico si è stabilito che le fasi di maggiore inquinamento sono la frenata prima e la ripartenza dopo la sosta alle fermate, arrivo e ripartenza verranno gestiti automaticamente dal motore elettrico, che poi, durante il tragitto a velocità di crociera, lascerà il posto al motore diesel Euro 6 di ultima generazione, decisamente un altro pianeta rispetto ai cugini precedenti quanto a produzione di inquinanti. Infine, visti gli ottimi risultati del progetto sperimentale di introduzione dei 5 bus a idrogeno - si tratta di mezzi con motore elettrico ai quali l’energia viene fornita dall’idrogeno - entro luglio verrà indetta una ulteriore gara d’appalto per la fornitura di altri 12 autobus a idrogeno, il cui costo, nei cinque anni dall’avvio del progetto, si sono dimezzati. Oltre a queste novità, nella giornata di ieri Pagani e Piffer hanno fornito i dati salienti riguardo al bilancio 2017. Oltre 25 milioni di valore della produzione, oltre 23 milioni di costi di produzione, quasi 270 mila euro di utile di esercizio, di cui il presidente Pagani va particolarmente fiero.