Stelvio, in arrivo il pedaggio da 20 euro

Accordo di massima tra Alto Adige, Lombardia e Svizzera. Theiner e Mussner: sarà un museo all’aperto. Si partirà nel 2018

di Massimiliano Bona

PASSO STELVIO. «Sì, è vero, vogliamo valorizzare Passo dello Stelvio e per farlo siamo pronti a prevedere un passaggio a pagamento. Abbiamo già raggiunto un accordo di massima con la Svizzera, ed in particolare con il cantone dei Grigioni, e con la Lombardia. Non mi piace, peraltro, chiamarlo ticket e tantomeno pedaggio. Assomiglia più ad un biglietto d’entrata»: a parlare è l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner che preferirebbe soffermarsi il meno possibile sulla cifra in ballo: 20 euro. Ma se ne parla, ormai, con sempre maggiore insistenza, in diversi uffici provinciali, anche se prima del 2018 la misura non dovrebbe diventare operativa. L’idea del pedaggio funziona, come si evince dal modello del Rombo. Salire dalla val Passiria per poi scollinare nell’austriaca Ötztal e poi tornarsene indietro costa 21 euro per un’auto, 19 per una moto. Eppure, nei mesi estivi, è un andirivieni ininterrotto, in entrambi i sensi di marcia, dalle 7 del mattino alle 20, quando la strada viene sbarrata per la notte.

Nel caso di Passo dello Stelvio, secondo Theiner, l’intento non è quello di limitare il traffico. «Vogliamo arricchire il tratto con una serie di infrastrutture attraenti per i turisti introducendo però un biglietto d’entrata». Un po’ come avviene per i grandi parchi degli Stati Uniti, ma non solo.

C’è un gruppo di lavoro, coordinato proprio da Theiner, che ci sta lavorando da tempo. L’intero tratto, indubbiamente panoramico, potrebbe essere impreziosito con una sorta di percorso museale e a questo scopo si sta lavorando alacremente assieme a Lombardia e cantone dei Grigioni.

«Mi sembra di aver capito - aggiunge l’assessore provinciale Florian Mussner, che si sta occupando dei passi dolomitici - che tanto nei Grigioni quanto in Lombardia ci sia l’intenzione di stringere, per quanto possibile, i tempi. Ne abbiamo discusso per l’ultima volta nel luglio scorso e non mi pare ci fossero resistenze di sorta. Certo, per farne un museo all’aperto bisogna prima riuscire ad attrezzarlo in tal senso. Mi sembra una misura intelligente, lungimirante e destinata ad avere riflessi positivi per tutte le aree coinvolte».

L’unico nodo da risolvere, in questa fase, sembra essere quello dei tempi. C’è chi ritiene che si riuscirà a partire già dal gennaio 2018, mentre c’è chi ritiene che il progetto dovrà slittare sl 2019.

«La direzione - conclude Theiner - è questa e ci siamo già messi al lavoro».

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