Tra le luci dei negozi il «sit-in poetico» degli studenti del liceo 

Ragazze e ragazzi del Pascoli hanno mostrato cartelli neri invitando i passanti a riflettere su diseguaglianze e guerra

BOLZANO. Quindici tra ragazzi e ragazze - studenti e studentesse del liceo Pascoli - con grandi cartelli neri sotto braccio, camminano in fila indiana tra le vie del centro. I passanti li guardano incuriositi. Poi d’improvviso si fermano, girano i cartelli e creano un’ installazione. Immobili, in assoluto silenzio. Si sentono portatori di un messaggio importante, a cui credono profondamente. Lasciano che siano le parole scritte a parlare. Parole bianche su fondo nero. «Perché usiamo l’aggettivo “umano” per descrivere ciò che è buono e fa bene all’altro, se l’essere umano non fa nulla di tutto questo?», si legge. «Cosa ci permette di non essere creatori del male e dell’indifferenza? Imponi la tua fortuna, abbraccia la tua felicità e corri il tuo rischio. Guardandoti gli altri si abitueranno». E ancora: «Vivere come un albero, solitario e libero, vivere in fratellanza come gli alberi di una foresta. Questo è il nostro sogno!». Quindici domande su un lato e quindici frasi sull’altro lato dei cartelli. Cartelli che vengono orgogliosamente sollevati tra le stradine patinate delle feste natalizie, per sollevare, appunto, delle questioni, per catturare lo sguardo dei passanti, dare loro la possibilità di interrompere le loro corse e prendersi un momento di riflessione. Riflessioni sui temi dell’odio, della convivenza, della guerra ma anche dell’impegno civile. E sono in tanti, persone di tutte le età, che si fermano incuriositi. Che leggono con attenzione. Molti annuiscono, altri ringraziano o commentano a bassa voce, altri hanno voglia di porre delle domande ai ragazzi. Da dove nasce questa idea di “apparire” in silenzio nel bel mezzo della città agghindata a festa? Da un viaggio. Non la si può definire “gita scolastica”, perché si è trattato di un vero e proprio viaggio, nello spazio esteriore ed interiore, come lo può essere un viaggio in Bosnia. La classe quinta del Liceo delle Scienze umane a indirizzo musicale “Pascoli” ci è andata a fine settembre, dopo un progetto durato due anni in collaborazione con Andrea Rizza (dell’associazione Altrimondi) e l’attrice Evi Unterthiner.

Una volta tornati a casa hanno avuto bisogno di rielaborare, di raccontare, ma soprattutto di fare qualcosa che avesse una ricaduta anche fuori dall’ambiente scolastico. Ed è stato in quel momento che alla loro insegnante di tedesco, Claudia Rizzieri, è venuto in mente di contattare un artista di Parigi, Axel Bry, inventore dei «Souffleurs» – i sussuratori-, “commando poetico” per un rallentamento del mondo moderno attraverso la poesia. E così, questo gruppo di studenti pieni di speranze e di entusiasmo, si è messo in gioco. Facendo riflettere i bolzanini e i turisti del Mercatino.