LA TRAGEDIA

«Un ragazzo buono e solare. La Ktm era la sua passione»

La notizia della tragedia si è subito diffusa a Bolzano, dove Andrea Donola, diplomato al Battisti e grande sportivo, era molto conosciuto, al pari della sua famiglia

IL FATTO - Schianto in moto, muore giovane bolzanino. La vittima è Andrea Donola di 22 anni

BOLZANO. «Mi voglio godere la vita». È la frase che Andrea aveva scritto sul suo profilo Instagram, proprio accanto alla foto in cui è ritratto in sella alla sua Ktm. E che fosse un ragazzo pieno di vita lo conferma uno dei suoi compagni di classe all’Itis Battisti, uno di quei ragazzi che si era diplomato insieme a lui nel 2016 e a cui, nonostante non si vedessero più da un po’, era rimasto nel cuore. Immenso il dolore, poca la voglia di parlare. Anche per le parole non escono nemmeno, soffocate dalle lacrime e dai ricordi.

La notizia della tragedia s’è diffusa già nella serata di sabato in città, dove la famiglia Donola, che a lungo ha gestito il negozio di abbigliamento Mode Donola in via Milano, e Andrea sono molto conosciuti e stimati. Andrea, 22 anni compiuti lo scorso 24 marzo, figlio unico, si era diplomato all’Itc Battisti di Bolzano e poi, era volato per qualche tempo negli Stati Uniti per una lunga vacanza studio.

Le immagini su Facebook e Instagram raccontano la spensieratezza, la gioia e la voglia di vivere di un ventenne che affrontava ogni giorno con grinta. Ragazzo gioviale e sempre sorridente, Andrea era grande appassionato di motociclette e, in particolare, dell’austriaca Ktm. Per anni, aveva militato nel Karate Team Bolzano ed era stato portacolori della squadra del Bolzano Nuoto. «Non ci sono mai parole adatte di fronte alla perdita di un figlio – commenta Andrea Daddario dell’Asd Karate Team Bolzano – Andrea era un ragazzo buono e solare. Andrea era giovane. Ha fatto parte del nostro gruppo e rimarrà sempre nei nostri cuori».

Andrea ora lavorava come responsabile dell’ufficio acquisti nella “Life Pro Wears”, azienda fondata da papà Fabrizio, che ne è anche direttore e che è imprenditore molto conosciuto. Ma il dolore per una perdita così grande e ingiustificabile, si trasforma in rabbia. «Lui e la sua Ktm erano una cosa sola – sbotta il suo ex compagno di classe –. Dispiace che, a 22 anni, con tutta la vita davanti, si debba morire per uno stupido incrocio, dove ormai è da anni che la gente muore, ma nessuno fa mai niente. Poi pensiamo al tram! Un ragazzo non può e non deve morire così. Mi piacerebbe proprio sapere se le istituzioni riescono a mettersi nei panni di Andrea e di tutti i centauri morti in questi anni».