I GIOVANI E IL CAI 

Una due giorni in rifugio per spiegare la montagna

BOLZANO. Il Cai Alto Adige conta su oltre 50 accompagnatori giovanili, il cui scopo è appunto accompagnare i giovani soci del Cai, ma che ora saranno impegnati in un’opera di “proselitismo”:...

BOLZANO. Il Cai Alto Adige conta su oltre 50 accompagnatori giovanili, il cui scopo è appunto accompagnare i giovani soci del Cai, ma che ora saranno impegnati in un’opera di “proselitismo”: insegnare ai ragazzi di città che mai han messo piede in quota quanto sia bella la montagna.

In Alto Adige nasce così una nuova collaborazione, dal forte respiro culturale, sociale e didattico. L’associazione Ascolto Giovani Upad, grazie al sostegno del dipartimento Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, entrambi promotori della collaborazione nata con Cai Alto Adige, Soccorso Alpino Alto Adige e Trento Film Festival, promuove un progetto dedicato al mondo giovanile: “Giovani e Montagna”.

Il titolo semplice ed esaustivo, come spiega Beppe Mora dell’Upad, «parla di un progetto che nella sua semplicità racchiude la necessità di far conoscere il territorio montano altoatesino alle nuove generazioni, sia per quanto concerne la sicurezza, che il profondo spirito di immedesimazione che l’uomo ha nei confronti del paesaggio alpino». Nel progetto sono coinvolti Cai, Trento Film Festival e Soccorso Alpino Alto Adige. «Tre grandi realtà culturali e sociali che potranno fare la differenza nell’interpretare la montagna quale “tempo dell’anima” e cioè il luogo per la formazione culturale, spirituale e lavorativa che da sempre rappresenta. L’obiettivo è avvicinare i giovani alla montagna attraverso eventi artistici e culturali (conferenze, cinema, escursioni), realizzati direttamente in alta quota presso i rifugi alpini». Un’escursione porterà i giovani ad un rifugio e un’esperta guida del Cai Alto Adige durante il tragitto leggerà il paesaggio circostante e soprattutto informerà sui pericoli della montagna, per conoscerli e prevenirli. Presso il rifugio sarà possibile assistere alla proiezione di un documentario fornito dal Trento Film Festival, con un’ introduzione didattico- storica sui temi trattati oltre alla lettura di racconti ispirati alla montagna e una interessante conferenza da parte di un esperto di montagna. Sarà possibile partecipare al progetto in due occasioni distinte, o presso il rifugio “Corno del Renon” sabato 8 settembre oppure presso il rifugio “Plose” a Bressanone il 15 di settembre. Maggiori informazioni presso la sede di Ascolto Giovani in via Firenze, 51 o telefonando al numero 0471/505326, o via email: beppe.mora@upad.it . Il professor Annibale Salsa, già presidente generale del Cai ebbe a dire: “La società odierna è urbano-centrica e concepisce la montagna come “terreno di gioco”. Ma è ancora possibile un’alleanza tra i due mondi, grazie per esempio alle moderne tecnologie informatiche che eliminano la distinzione centro-periferia. “Il futuro vedrà probabilmente una montagna vissuta e partecipata … con un ritorno a una temporalità autentica: un tempo dell’anima”.