la conferenza di servizio 

Vaccini, i presidi: servono certezze 

Per adesso rimane valido il posticipo dell’obbligo a fine gennaio

BOLZANO. Conferenza di servizio dei presidi altoatesini di lingua italiana, nella giornata di ieri. Fra i tanti temi all’ordine del giorno, certamente la questione dell’obbligo vaccinale. Il mondo della scuola infatti è assai preoccupato e chiede chiarezza. Nel marasma di questi giorni a livello nazionale, in Alto Adige al momento c’è almeno una certezza: fino a gennaio 2019 non c’è l’obbligo di presentare la documentazione vaccinale agli asili nido, alle scuole dell’infanzia e oltre.

Per il momento, sembra che nelle scuole altoatesine non siano state presentate autocertificazioni, che nel resto d’Italia, anche se a macchia di leopardo, sono in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine. Come ribadito dai vertici della politica altoatesina e dai vertici sanitari locali, la Provincia e l’Asl continueranno comunque l’attività di sensibilizzazione e di informazione dei genitori, invitandoli a colloqui per spiegare loro i vantaggi delle vaccinazioni cosiddette obbligatorie.

Rimane nel mondo della scuola, come d’altra parte tra le famiglie e anche nel mondo medico provinciale, un senso palpabile di incertezza.

Come precisato ieri dal direttore della ripartizione intendenza scolastica italiana, Tonino Tuttolomondo, i dirigenti delle scuole altoatesine hanno comunque a loro disposizione una banca dati dalla quale si può accertare lo stato vaccinale del tal bambino. «Una piccola agevolazione, almeno per poter conoscere lo status quo nel tal istituto, nella tal classe».

Come precisato invece dalla preside Laura Cocciardi, presidente altoatesina dell’associazione nazionale dirigenti scolastici sezione italiana, nessun preside della scuola altoatesina al momento ha ricevuto delle autocertificazioni, anche se a livello nazionale i carabinieri hanno già avviato i controlli. «Noi non pensiamo che non ne arriveranno, soprattutto non riteniamo ovviamente che siano uno strumento utile per affrontare questa tematica, così importante per la tutela della salute». Il pericolo è che, alla fine, si rischia di non ottenere il risultato desiderato. Lo spiega l’intendente Nicoletta Minnei: «Anche dopo una eventuale sanzione, un bambino potrebbe essere non vaccinato e pertanto il problema di fondo rimane: la copertura vaccinale per quella classe o quel gruppo di bambini non c’è».