Via i chioschi, partono i lavori a Casa della Pesa 

In piazza del Grano rimossi l’Imbiss e i banchi degli ambulanti: l’edificio diventerà un polo culturale con bar, libreria e sedi per le associazioni

di Paolo Campostrini

BOLZANO. È lì dal XIII secolo: la «Waaghaus», la Casa della Pesa. In mezzo al cuore antico del centro medievale. Perché questo era piazza del Grano quando vi arrivavano i carri di grano e di spezie dal contado per il commercio sotto i Portici dell'emergente mercato bolzanino. Vecchia è vecchia, uno dei più antichi (e ancora integri) edifici della città, accanto a quello che oggi ospita il museo di scienze naturali. Bene, ora anche per lei, per la Casa dell'antica pesa, inizia la rivoluzione: tra pochi giorni apre il cantiere della riqualificazione esterna e, soprattutto, del ridisegno degli interni. La ragione? Passerà dall'essere casa della pesa, dall'identità indefinita, a casa della cultura. Per cominciare, tutt'intorno sono spariti in queste ultime ore i banchi fissi del commercio di strada.

I due di fronte alla farmacia e quello che operava all'inizio dei Portici, sotto le volte. «Generi misti», come si dice, dagli oggetti turistici, al fast food tradizionale al minuto abbigliamento. Con le pareti intorno libere, verrà issato il cantiere per poter ospitare all'interno della Casa, una volta terminati i lavori , un florilegio associativo trasversale: dal cinema all'arte, dalla fotografia ai libri.

Tra i "marchi" che troveranno nuovi spazi, anche comuni, il Bolzano Jazz festival, il Bolzano film festival, Südtiroler Kunstlerbund, Bolzano Festival, Weight Station, coop 19, Foto Forum. La storia recente della Casa della Pesa parla di una recente compravendita tra istituzioni pubbliche: è stato il Comune, infatti, a cedere (per una cifra intorno ai 4 milioni di euro) l'edificio alla Fondazione Cassa di Risparmio. Ma nel contratto, stipulato dalla precedente amministrazione comunale, era previsto che il nuovo proprietario si sarebbe impegnato nella riqualificazione della Casa e nel suo riuso "di tipo culturale e associativo".

Una specifica che è alla base dell'attuale destinazione e che, tuttavia, consente al sindaco di oggi di guardare con grande soddisfazione all'apertura del cantiere: «Ora la casa non appartiene più al municipio ma appartiene alla città. E quello che succederà lì tra pochi giorni - commenta Caramaschi - va nella direzione di una Bolzano che comunque si sviluppa e riempie di qualità e di cultura i suoi piccoli gioielli storici». Il progetto, quando già l'edificio era passato alla Fondazione Cassa di Risparmio, era stato predisposto e coordinato, nei suoi contenuti culturali e sociali, da Klaus Widmann, mentre il progetto esecutivo e architettonico è nelle mani di Wolfgang Piller. Sono oltre 900 i metri quadri interessati ai lavori interni. Perchè le associazioni di cui sopra apriranno comunque gli spazi ai cittadini, non saranno luoghi gestiti privatamente. Per questo il disegno dell'architetto Piller, che ha già curato la ristrutturazione del vicino hotel Figl in senso contemporaneo, prevede un “caffè degli artisti”, sale espositive per mostre d'arte o di fotografia, una sala convegni per ospitare conferenze o eventi, luoghi per iniziative trasversali o corsi di vario genere, un bookshop, possibilità di agire in "coworking" cioè lavorando a iniziative comuni tra varie associazioni aprendosi al pubblico esterno. Già negli ultimi anni della Casa della Pesa si erano svolte attività culturali, piccole mostre nei locali vicini all'ingresso. Ora questa predisposizione viene resa strutturale e le stesse associazioni potranno usufruire, ai piani superiori, di uffici a loro dedicati per la normale attività. Il senso dell'operazione è tuttavia anche profondamente conservativo. Saranno effettuati restauri, gli spazi verranno ripuliti e riassettati anche strutturalmente. Lo merita, tutto questo, la vecchia Casa. Nata nel XII secolo con ingresso sui Portici, fu nel XIV secolo che si prolungò in piazza del Grano e in quello successivo ancora che fu costruito il passaggio, a volta, che dalla piazza porta tutt'ora in via Portici. Lì vicino c'era il palazzo del Principe Vescovo. E sono visibili le mura di cinta della città medievale. Insomma, il cuore dell'antica Bolzano.

Che oggi inizia a vivere la sua rivoluzione contemporanea. Ma molto morbida.