Vip, sorrisi e ricordi, lascia dopo 43 anni il barista del Laurin

Mario Gramegna andrà in pensione alla fine di gennaio «Ho visto 4 Presidenti della Repubblica, ma Magnago...»

di Alan Conti

BOLZANO. «Vieni, facciamo due chiacchiere nella saletta con la panca ovale. Dove andavano i presidenti della Repubblica». Che quella con Mario Gramegna non sia un’intervista come tante altre è chiaro fin dalla “location”. È la saletta privata del bar Laurin, quanto di più esclusivo in città. Per 43 anni questa è stata la sua casa: è il primo barman responsabile diurno del locale. Niente esce dal bancone senza la sua approvazione. «Non esageriamo - sorride - però diciamo che ho una bella esperienza».E come ha iniziato quando, invece, era inesperto? «A 17 anni ho finito la scuola alberghiera che si frequentava al Parkhotel Excelsior di Merano (oggi Kaiserhof). Ho sempre avuto il sogno di lavorare sulle navi, ma c’è sempre stata qualche donna che mi tratteneva qui. Poco male, adesso il mondo lo gira mio figlio che è andato per tre mesi e mezzo a Melbourne in Australia». Torniamo al Gramegna ragazzo. «Un amico che aveva fatto la stagione al bar del Grifone mi disse che ero perfetto per quel locale. Iniziai lì il 5 giugno 1974. All’inizio lavoravo di notte, poi sono cresciuto professionalmente e ci siamo spostati al Laurin. Dovevo fare solo una stagione: sono passati 43 anni».

L’atmosfera e la storia del Laurin la conosciamo tutti: ma come si vive dall’altra parte del bancone? «Con orgoglio ma anche responsabilità. Ho servito quattro Presidenti della Repubblica tra cui Sandro Pertini e Francesco Cossiga ma anche i cancellieri Angela Merkel ed Helmut Kohl eppure sa chi mi ha impressionato di più?». Prego. «Silvius Magnago. Al Grifone avevamo una scala molto ripida che conduceva ai piani superiori, alle sale riunioni. Lui, nonostante i problemi di deambulazione che aveva, saliva scalino dopo scalino con grande determinazione. Anche nei piccoli gesti emanava un carisma fortissimo e molto puro». Discostiamoci dalla politica: tra i vip passati dal Laurin c’è l’imbarazzo della scelta. «Ricordo Vasco Rossi che per una settimana monopolizzò una delle salette del bar dopo essersi riservato quasi tutto un piano per due concerti. Poi Zucchero Fornaciari che incrociò una ragazza chiedendole se lo aveva riconosciuto per uscire alla sera. Sospetto senza grande successo» ride ma l’approccio al lavoro è molto serio. Gramegna è Medaglia d’Oro al Lavoro e socio dell’Aibes, associazione internazionale dei barman. C’è studio, ricerca e stile in quello che fa. «L’aspetto più importante è riconoscere le priorità in quello che c’è da svolgere. Poi contano molto l’eleganza e il modo di porsi. Io, per esempio, mi rivolgo con il “Lei” a tutti. Persino a qualche mia ex fidanzata di quando ero giovane. Il dettaglio fa sempre la differenza».

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A MARIO GRAMEGNA

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