Altri mille ordigni riaffiorano dal lago 

L’operazione della Marina militare ha portato in una settimana al recupero di bombe e proiettili di mortaio inesplosi

di Fabio De Villa

VARNA. Il fondo melmoso del lago di Varna restituisce altri residuati bellici a un secolo dalla Grande guerra. La settimana scorsa, i militari della Marina sono tornati nella zona a nord di Varna per dare un’ulteriore “ripulita” al fondo del lago, riportando alla luce circa 1000 fra bombe a mano, granate e proiettili di mortaio in meno di una settimana di lavoro. Numeri che aggiornano i ritrovamenti dell’operazione condotta fra fine giugno e inizio luglio (circa tremila residuati) e che portano, dall’inizio della bonifica, a circa 6000 gli ordigni bellici di ogni genere recuperati.

Anche nei giorni scorsi, è stato inevitabile chiudere a visitatori e residenti l’area attorno alle ricerche, condotte dai palombari della Marina militare del Nucleo sminamento difesa antimezzi insidiosi di Ancona. Sono stati loro a rimuovere ancora una volta gli ordigni dopo gli accertamenti fatti in primavera. Nessuno si sarebbe peraltro aspettato un ritrovamento così consistente nell’arco degli ultimi mesi.

Trovati a una profondità tra i 2 e 5 metri, i residuati bellici sono successivamente stati identificati come ordigni risalenti al Primo conflitto mondiale e di provenienza austroungarica. Nell’insieme del materiale, è stato possibile riconoscere e classificare bombe da fucile, bombe da mortaio e bombe a mano inesplose, oltre a proiettili anch’essi inesplosi. Recuperati, sono stati passati in consegna agli artificieri del 2° Reggimento guastatori di Trento della brigata alpina Julia dell’esercito per provvedere alla distruzione all’interno di una cava.

L’operazione dei giorni scorsi rappresenta la quinta volta che i sommozzatori perlustrano il fondale del lago per ricercare ordigni bellici. Il lago di Varna, peraltro, non è l’unico bacino a conservare un vero arsenale sommerso. Lo scorso anno, i palombari della Marina militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal primo gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 3.031 recuperati da mari, fiumi e laghi di tutta Italia, senza contare i 10.068 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 millimetri anch’essi rimossi e distrutti.