Ritrovate al lago di Varna 917 bombe in soli 4 giorni 

È intervenuta la Marina Militare del Nucleo sminamento difesa di Ancona  Ogni ordigno conteneva 700 grammi di esplosivo, sub in azione a 7 gradi 

di Fabio De Villa

VARNA. Poco meno di un migliaio di bombe della Prima guerra mondiale sono state rinvenute dagli uomini della Marina Militare nel laghetto di Varna. Ciò signifca che gli ordigni - in totale 917 - sono rimaste sul fondale per un secolo. Le delicate operazioni di recupero sono state effettuate nei giorni scorsi, dal 9 al 12 aprile, grazie all’apporto dei palombari della Marina Militare appartenenti al Nucleo sminamento difesa antimezzi insidiosi di Ancona. Sono stati proprio loro a rimuovere i pericolosi ordigni dopo una dettagliata segnalazione della Prefettura, che si è mobilitata dopo una segnalazione di alcuni privati cittadini, comprensibilmente preoccupati. Questo è bastato per procedere con la richiesta di intervento di bonifica d’urgenza condotto dal Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare. Gli ordigni sono stati recuperati ad una profondità tra i 2 e 5 metri, sono stati identificati come ordigni risalenti al primo conflitto mondiale e di provenienza austroungarica.

Le bombe sono state poi consegnate agli artificieri del 2° Reggimento Guastatori di Trento della brigata alpina Julia dell’Esercito che hanno poi provveduto alla distruzione all’interno di una cava. È la quarta volta che i sommozzatori perlustrano il fondale del lago per cercare ordigni. Dall’anno scorso infatti, i militari hanno trascorso 15 giorni nelle acque del lago dove sono state rinvenute complessivamente 2.894 bombe che contenevano ciascuna circa 700 grammi di esplosivo. I militari hanno operato in condizioni molto difficili con una visibilità subacquea inferiore al metro e la temperatura dell’acqua di 7 gradi.

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