IL CASO

Caldaro, l'unico Comune a restare senza migranti

Tutti i Comuni del Comprensorio Oltradige-Bassa Atesina hanno fatto la loro parte in tema profughi, tranne quello più ricco

BOLZANO. Caldaro, il Comune più ricco dei 18 del Comprensorio Oltradige-Bassa Atesina, era stato l’unico nel 2017 a votare una delibera con la quale esprimeva la propria contrarietà all’arrivo, sul proprio territorio, dei migranti.

Da allora, sul tema, è cambiata l’aria a livello nazionale (prima c’era il Pd e ora c’è la Lega), e Caldaro rischia di farla franca. Dei 18 Comuni del Comprensorio tutti hanno fatto la loro parte (Aldino e Magré hanno programmi Sprar approvati ma attendono l’arrivo dei rifugiati e Salorno era stato esentato per l’alto numero di stranieri che già ospita) mentre Caldaro spera ancora di potersi dedicare «solo» al turismo.

«La Provincia aveva individuato - spiega la sindaca Gertrud Benin - un edificio da ristrutturare in zona Barleit (Haus Dissertori ndr) ma non mi risulta che sia ancora stato fatto nulla. Adesso, da quelle parti, c’è solo parecchia neve». Tra Oltradige e Bassa Atesina la Provincia aveva previsto una quota di 260 migranti. Per adesso ne sono arrivati 210. Il Comune più virtuoso è Appiano, che oltre ad avere un «Cas» (centro di accoglienza straordinaria) ha fatto domanda anche per ottenere migranti con lo Sprar.

Per Caldaro si erano esposti anche Kompatscher e Stocker: «Tutti devono fare la loro parte». Finora, invece, dei rifugiati non c’è traccia. E a Caldaro c’è chi ritiene abbia pagato la «linea dura». Non la pensa così il presidente del Comprensorio Edmund Lanziner: «In primavera la situazione, nel Mediterraneo, potrebbe cambiare. E in Alto Adige i primi Comuni ad essere interessati dai nuovi arrivi saranno giocoforza quelli che finora non hanno fatto la loro parte. Se poi si chiuderanno i Centri più grandi a Bolzano i migranti sono destinati ad essere redistribuiti proprio in periferia».