SCHIETTAMENTE

Fatti i presidenti, la parola passa al... presidente

Dal "Blog d'Autore" del direttore Alberto Faustini

di Alberto Faustini

Questione di punti di vista. Il Pd già parla di Grillusconi. Altri parlano di inciuci: un tempo si sarebbe detto compromessi, ma la sostanza non cambia. Così fan tutti, comunque. Nessuno inventa niente. Altri ancora - per tornare alla giornata di ieri - già intravedono un governo nella filigrana dell’accordo che ha portato ieri Roberto Fico alla presidenza della Camera ed Elisabetta Alberti Casellati (la prima donna: gran bella notizia!) alla presidenza del Senato. Una trasformazione concreta del murales che passerà alla storia per essere stato ripulito a tempo di record in una Roma non esattamente efficiente: il bacio, ispirato a quello fra Breznev e Honecker, fra Di Maio e Salvini. 

Europa e mercati tirano un sospiro di sollievo. Ma è ancora presto per dire se, e a quale prezzo, Salvini e Di Maio si baceranno. Anche perché solo una persona può davvero celebrare queste nozze: Sergio Mattarella. Ed è emblematico che il presidente della Repubblica abbia deciso di lasciar cuocere a fuoco lento partiti e movimenti fino a dopo Pasqua. E Berlusconi, che ogni cinque minuti rimette in discussione l’alleanza con Salvini, delle anomale nozze - alla luce di quanto s’è visto ieri - potrebbe persino essere il testimone.

La notte porta consiglio? Non sempre è così, se è vero che anche questa regione ha un piccolo record. Cinque anni fa ce ne andammo a dormire con il trentino Dellai presidente della Camera e ci svegliammo - dopo una classica notte dei lunghi coltelli - con la Boldrini a Montecitorio. Questa volta è successa la stessa cosa con l’onorevole “nostrano” Riccardo Fraccaro, che è stato superato da Fico ma che probabilmente ha già nell’armadio l’abito per giurare da ministro.
Ora gli occhi si spostano sull’uovo di Pasqua quirinalizio. Le sorprese potrebbero essere gradite, questa volta. Anche perché dal voto di ieri sono emersi un senso di responsabilità sul quale in pochi avrebbero scommesso e una potenziale maggioranza in grado di governare - e non certo per un breve periodo - il Paese. In tal senso, s’accettano scommesse.