L' INDAGINE

Indagato per il finanziamento a Rossi

Nei guai l'imprenditore Renato Vindimian: avrebbe fatto uno sconto di 10 mila euro al governatore sulla ristrutturazione della casa

BOLZANO. Uno sconto di poco più di 10 mila euro sui lavori di ristrutturazione eseguiti nella casa di Lavis del presidente della Provincia (all’epoca era consigliere provinciale e assessore alla sanità) Ugo Rossi. 10.556,76 euro non conteggiati nelle fatture che per la procura di Trento equivalgono ad un reato: illecito finanziamento politico. Accusa pesante quella contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal sostituto procuratore Pasquale Profiti a carico (solo) dell’imprenditore Renato Vindimian che si accompagna (ed è interconnessa) con quella di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Il fallimento è quello della Keynet dichiarato dal tribunale nel giugno del 2016, Keynet che è una della società entrate nella maxi inchiesta Trento Rise. Il filone era quello legato al Pcp Pua (punto unico d’accesso), il cui bando era stato indetto nel dicembre del 2013. Il valore? 5 milioni di euro. Il vincitore? Il raggruppamento di imprese costituito da Icare, controllata di Deloitte e, appunto, Keynet. All’ipotesi di illecito finanziamento a favore di Rossi la procura è arrivata partendo dagli accertamenti effettuati proprio durante l’inchiesta sul fallimento Keynet.

Il presidente non risulta toccato da questa inchiesta: non solo non è indagato ma non risulta nemmeno che egli fosse a conoscenza dello sconto sui lavori. Non ci sarebbe stata, quindi, la percezione dell’illecito finanziamento.