al distretto sociosanitario 

In coda per cambiare medico: tra la gente cresce la protesta 

LAIVES. Ancora code sotto il sole e ancora irritazione da parte delle persone che le debbono subire per confermare o cambiare medico di base. È successo al distretto sociosanitario di Laives, come è...

LAIVES. Ancora code sotto il sole e ancora irritazione da parte delle persone che le debbono subire per confermare o cambiare medico di base. È successo al distretto sociosanitario di Laives, come è successo alcune settimane fa per lo stesso motivo, ovvero un medico che va in pensione e viene sostituito da un altro che ne rileva i pazienti, a patto che questi ultimi dichiarino di accettarlo.

“Questa volta - dicono le persone in coda, si tratta di confermare il sostituto della dottoressa Fiorenza Matteucci, che dal 30 giugno va in pensione. L’Asl ci ha comunicato con lettera che per questo bisogna recarsi al distretto cittadino per confermare che si accetta di passare con il dottor Murali, il quale prenderà il posto della dottoressa. Chi non lo fa o lo fa in ritardo dovrà poi cercarsi un altro medico, il primo libero, probabilmente fuori Laives, a San Giacomo”.

Anche questi pazienti (è il caso di dirlo vista la pazienza che hanno nel mettersi in fila sotto il sole) si chiedono se l’Asl non aveva un modo più semplice e veloce per questa operazione: “Come ci hanno scritto una lettera per chiederci la conferma del sostituto della dottoressa Matteucci - dice la gente in fila - potevano organizzarsi per ricevere, sempre con lettera, la nostra risposta. Ma è possibile che in un’epoca dove si trasmettono dati da una parte all’altra del mondo in tempo reale, per questa conferma si debba venire al distretto e fare la fila. C’è anche chi lavora e per farlo ha dovuto chiedere mezza giornata di permesso o di ferie. Buona parte dei pazienti che avevano la dottoressa Matteucci arriva per confermare il suo sostituto. È anche vero che al distretto hanno esteso la possibilità di fare la dichiarazione anche ad alcune ore del pomeriggio, ma chi lavora deve trovare una "finestra" temporale per potersi recare allo sportello. Il medico inoltre, una volta raggiunto il numero di pazienti previsto dalle normative, chiuderà l’elenco e chi non ha fatto in tempo a fare il cambio dovrà per forza accontentarsi di un altro, che magari non ha neppure l’ambulatorio a Laives ma chissà dove”.(b.c.)