L’archivio Ópla cerca una casa a Steinach 

Presentata al consiglio comunale una dichiarazione d’interessi da 1 milione: non solo biblioteca

MERANO. Un patrimonio librario che conta 300 autori di 29 nazionalità, la partecipazione a svariate mostre in giro per il mondo e, nel 2005, il premio Andersen, il più prestigioso nell’ambito della letteratura per l’infanzia. Ora l’archivio Ópla, uno dei fiori all’occhiello della cultura meranese, cerca di uscire dal polveroso magazzino in cui è relegato per essere finalmente fruibile e diventare il tramite di una formazione aperta a tutti.

Perché il progetto si concretizzi, però, serve un edificio adatto, così la quarta variazione di bilancio approvata giovedì sera in consiglio comunale prevedeva anche la dichiarazione d’interesse di circa un milione di euro da destinare all’acquisto “chiavi in mano” di un immobile pronto all’uso, quindi già ristrutturato dal venditore secondo le necessità di uno spazio che dovrebbe accogliere laboratori, biblioteca e aule. A presentare l’idea è il vicesindaco e assessore alla cultura Andrea Rossi: «Per ora c’è la dichiarazione d’interessi, ma redigeremo un business plan idoneo. Abbiamo pensato di individuare il gestore della struttura tramite un bando di gara che premierà il privato col modello di gestione più convincente». E aggiunge, rispondendo alla consigliera Adriana Valle (5 Stelle), che durante la seduta chiedeva perché non affidare all’amministrazione pubblica la gestione dello stabile: «Una gestione da parte del Comune significherebbe dover togliere dipendenti ad altri uffici, cosa che non ci possiamo permettere. La direzione artistica e il patrimonio librario rimarranno in mano al pubblico, chiaramente: per il resto si farà come per l’ippodromo o per il Centro per la Cultura, entrambi gestiti da privati».

L’edificio ricercato, spiega Rossi, dovrebbe trovarsi di preferenza nel rione Steinach. «Sul quartiere stiamo portando avanti un lavoro di riqualificazione importante e vorremmo proseguire l’opera portandoci l’archivio Ópla. A Steinach i redditi sono medio-bassi e i tassi di disoccupazione e di anzianità sono più alti che altrove. Ma c’è anche un buon tasso di natalità, segno che è un quartiere adatto alle famiglie. Investire in cultura significa creare senso di comunità, di socialità e di solidarietà. Se vogliamo dirla tutta, ha anche risvolti economici interessanti, basti guardare l’effetto del cinema sugli esercizi della galleria Ariston». (s.m.)