Alta Badia, camp in quota per sole donne 

Lo organizzano tre maestre di sci, laureate e amanti della natura. Le clienti? Dai 30 ai 40 anni

di Daniela Mimmi

CORVARA. Le ragazze viaggiano da sole, escono e si divertono tra di loro, ridono molto e si rilassano. Il sogno è ricorrente e sempre uguale: fuggire da lavoro-famiglia-casa-coniuge-figli-obblighi-impegni. Prendersi un weekend tutto per sé. Dedicarsi un po’ a sé. Almeno per un weekend. Forse per tutte queste e molte altre ragioni è un successo annunciato il primo Girls Dolomites Basecamp, con sottotitolo: A Wild Retreat for Your Soul, un ritiro per l’anima nella natura. Il camp è il primo del genere in Alto Adige e si svolgerà nel weekend dal 7 al 9 settembre, a San Cassiano, presso il camping più alto d’Italia, a 1680 metri, il Sass Dlacia, all’entrata del parco naturale Fanes-Sennes-Braies, e in collaborazione con Alta Badia Brand. L’idea è venuta a tre dinamiche e supersportive ragazze. Irene Pollini Giolai scrive, disegna, vive e lavora a Milano dove collabora con diverse realtà come producer e sceneggiatrice, mentre sogna di andarsene definitivamente dalla città. Ilaria Bonato vive e lavora nella zona di Treviso. Personal trainer e esperta di wellbeing, organizza corsi di formazione legati al benessere psicofisico per le aziende. Alia Radetti, bolzanina, ha un passato come marketing manager e consulente. Oggi gestisce con la sua agenzia di servizi al turismo. Chiediamo alle tre ragazze come è nata l’idea di questo camp particolare. «Siamo tutte e tre maestre di sci, tutte e tre laureate, molto sportive e amanti della natura. Abbiamo pensato a una esperienza per divertire e divertirci, cerchiamo di insegnare anche alle cittadine ad amare la natura, ad avvicinarsi alla montagna senza paura. Ci sono tanti camp specifici, per il trekking o lo yoga o altri sport. Il nostro invece è sì un camp sportivo, ma dove trovano spazio anche il relax, il divertimento, le risate, le chiacchiere tra donne. Questa è una esperienza pilota. Poi seguiranno camp in tutte le stagioni». Che cosa farete fare alle vostre clienti in questo weekend end? «Siamo selvagge, ma non troppo. Dormiamo in tenda, ma ci concediamo una cena in una delle più belle cantine oggi in Italia, quella del Ristorante Siriola, che ha due stelle Michelin. Facciamo sport, ma non estremo. Ad esempio andiamo in bici, ma usiamo le e-bike. Andiamo al Lagazuoi, ma facciamo la salita in shuttle e discesa a piedi. Facciamo ginnastica, ma ci prendiamo tempo anche per relax e wellness. Poi abbiamo molte altre attività come il wine tasting in una famosa cantina e un picnic in alta quota, ma con vino bianco ghiacciato. Abbiamo creato un programma che vada bene un po’ per tutte: cittadine sedentarie e sportive non troppo fanatiche. Riusciamo a farlo grazie a una bella cordata di sponsor. Salewa ci fornisce le tende e le giacche termiche, Tecnica le t-shirt con il logo e un paio di scarpe che metteremo in palio, Smith gli occhiali e i caschi da bici, Reyna Cosmetics il kit di prodotti naturali per la cura personale, Pedon i cereali e i legumi e i muesli per la colazione, Dream Beyond il supporto organizzativo. E Ferro 13 il vino. Perché va bene la salute, ma bisogna anche godersi un bicchiere di vino davanti al fuoco». Le clienti hanno dai trenta ai quarant’anni. «Vengono soprattutto da Roma, Milano e il Veneto. Quasi tutte vengono da sole, in poche si portano l’amica. Cercano uno spazio tutto per sè, cosa che in città non riescono ad avere».