IL CASO

Costi alti, addio al treno delle Dolomiti 

Il presidente di Sta Ausserdorfer: «Se ne potrà riparlare se la Regione Veneto riporterà la ferrovia fino a Cortina»

di Ezio Danieli

VAL PUSTERIA. È tramontato, per ora, il progetto di collegare Bolzano con Cortina con un treno. La Sta - Strutture trasporto Alto Adige, che aveva avuto l’incarico di elaborare uno studio di fattibilità, è arrivata alla conclusione che la linea non è conveniente. Lo spiega il presidente di Sta Martin Ausserdorfer, precisando che nessuna delle tre soluzioni prese in considerazione dalla società ha caratteristiche da rendere possibile il collegamento.

“C’è ancora una possibilità - dice Ausserdorfer - legata all’arrivo a Cortina del treno, obiettivo a cui sta lavorando la Regione Veneto. Con il treno a Cortina potrebbe diventare conveniente il collegamento con Dobbiaco, una delle ipotesi da noi valutate, ora impraticabile perché il numero dei passeggeri previsto non sarebbe sufficiente ad ammortizzare costi della linea ferroviaria attorno ai 500 milioni di euro. Con il bacino di utenza di Cortina e dei dintorni, invece, i passeggeri sarebbero in numero tale da favorire la realizzazione del collegamento ferroviario”.

La prima soluzione per il treno delle Dolomiti studiata dalla Sta era quella di collegare la stazione di Brunico con Cortina passando per Corvara. Ipotesi affascinante con un tunnel e con tratti a cremagliera per superare le pendenze, “ma con un costo molto elevato che avrebbe raggiunto i due miliardi di euro. Perciò è stata scartata”, aggiunge Ausserdorfer che ricorda come la Sta, oltre a quello tra Cortina e Dobbiaco, abbia preso in considerazione anche il collegamento con Cortina attraverso l’Östirol: “Ma anche questa possibilità è stata scartata perché troppo costosa”. Sta ha dunque preferito rinunciare alla ferrovia delle Dolomiti, “anche se il parere conclusivo spetta alle autorità politiche - dice Ausserdorfer - e molto dipenderà dal Veneto, se riuscirà a portare il treno fino a Cortina”.

Il sogno di realizzare la linea ferroviaria era partito da un’idea di fondo che prevedeva un collegamento che sarebbe dovuto partire da Bolzano per arrivare fino a Cortina d’Ampezzo attraversando altopiano dello Sciliar, Val Gardena, Passo Gardena, parte alta della Val Badia, Passo Valparola e Passo Falzarego per un percorso di circa 85 chilometri. Il treno sarebbe dovuto partire da Bolzano seguendo la linea del Brennero fino a Prato Isarco. A quel punto, sarebbe passato sulla ferrovia a cremagliera.

Questa soluzione permetteva al treno di superare elevate pendenze e, quindi, garantiva la realizzazione di un tracciato in grado di adattarsi al terreno, di diminuire la lunghezza della linea e di ridurre la necessità di grandi opere come viadotti e gallerie. Si trattava di un percorso nuovo; una volta lasciato Prato Isarco, il treno sarebbe passato con la cremagliera attraverso le stazioni di Fiè, Siusi, Castelrotto, Pontives, Ortisei, Santa Cristina, Selva, Plan de Gralba, Passo Gardena, Colfosco, Corvara, La Villa, San Cassiano, Passo Falzarego, Cinque Torri e Pocol per concludere il suo viaggio a Cortina in circa due ore e un quarto.

Il progetto prevedeva una spesa di 1,6 miliardi di euro e il lavori sarebbero dovuti partire nel 2020. Sei anni dopo, nel 2026, infatti, è previsto il completamento del Tunnel di base del Brennero ed è proprio questo aspetto che poteva essere determinante per la realizzazione del Treno delle Dolomiti. L’apertura del Bbt ridurrà i tempi di percorrenza lungo la linea Palermo-Berlino e questo avvicinerà Bolzano ad importanti mete quali Monaco e Vienna. Il progetto aveva ottenuto il benestare delle amministrazioni comunali di Badia e Gardena.