LA RIFORMA

Vitalizi, una sforbiciata fino al 68%

L’ufficio di presidenza del consiglio regionale ha elaborato alcune proiezioni sull’impatto del nuovo disegno di legge. Fissato un tetto massimo di 4.127 euro lordi e un minimo di 1.300 euro

BOLZANO. Il risparmio complessivo per la Regione sui vitalizi sarebbe di un milione all’anno, da 6,5 milioni a 5,5 milioni di euro per 170 ex politici. È questo il macro numero dell’ulteriore riforma sui vitalizi che si sta discutendo in questi giorni. Adesso arriva qualche numero «personalizzato» per capire la portata sui singoli ex consiglieri del disegno di legge che anche il Trentino Alto Adige deve adottare, ultima regione insieme alla Sicilia in tutta Italia. Il testo riguarda i vitalizi erogati, che verrebbero ricalcolati con il sistema contributivo.

Alla fine del mese è previsto un incontro tra l’ufficio di presidenza del consiglio regionale e i capigruppo per discutere del disegno di legge, prima dell’inizio della trattazione in commissione. L’ufficio di presidenza lo ha approvato, con più di una astensione, tra cui quella di Helmut Tauber (Svp). La Svp potrebbe presentare emendamenti. L’ufficio di presidenza ha fatto elaborare dagli uffici alcune simulazioni dell’effetto della legge sui vitalizi erogati. Come scritto nei giorni scorsi, i più penalizzati sarebbero i consiglieri con oltre due mandati tra gli anni ’60 e ’80.

C’è un doppio effetto: oltre al ricalcolo contributivo, il disegno di legge fissa un tetto massimo ai vitalizi di 4.127 euro lordi, e un importo minimo di 1300 euro lordi.

Va ricordato che questa cifra va unita alle attualizzazioni che sono state confermate dalla sentenza della Corte Costituzionale: gli ex consiglieri del Trentino Alto Adige, unici in Italia, continuano a godere degli anticipi inventati con la riforma del 2012 e ridotti nel 2014.

Il tetto massimo di 4.127 euro lordi (più le attualizzazioni) è in linea con i vitalizi attuali ed è stato previsto per evitare colpi a sorpresa: il ricalcolo con il contributivo avrebbe fatto impennare i vitalizi attuali di alcuni ex consiglieri con molte legislature alle spalle, come Luis Durnwalder ed Eva Klotz (circolano cifre tra i 20 e i 30 mila euro lordi al mese). Tra gli esempi di ricalcolo, pubblicati dall’Adige, i casi di Nicolò Cadonna (Psdi), in carica dal 1978 al 1988, che passerebbe da 4.127 euro al mese a 1.300. Medesimo taglio del 68% è previsto per Antonio a Beccara (Dc), in carica dal 1973 al 1988 e per Gianni Bazzanella (Dc), in carica dal 1978 al 1993. Le proiezioni vedono Graziano Bacca (Dc) scendere da 4.127 euro a 1.700 euro. Il vitalizio di Pierluigi Angeli (Dc, in carica 1968-1992) passerebbe da 4.127 euro a 1.500. Francesco Romano (Dc, in carica 1988-1998) passerebbe a 2.300 euro. Assegni invariati a 4.127 euro lordi invece per Carlo Andreotti, Margherita Cogo, Mauro Gilmozzi, Luigi Cigolla e Michele di Puppo.